il bollettino
Contagi di nuovo sopra quota 1000
Ancora cinque vittime ma la pandemia continua a rallentare
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SASSARI. L’asticella dei contagi torna a superare quota mille ma il dato è sostanzialmente in linea con quello dell’altro ieri. Domenica sono risultate positive al Covid 1043 persone (erano 976 nella precedente rilevazione), di cui 905 diagnosticati da antigenico. Come riporta il consueto bollettino della Regione, sono stati processati in totale 3493 tamponi. Un dato decisamente più basso rispetto a quello di sabato (erano stati poco meno di 10mila) che fa schizzare il tasso di positività al 29,8%. Stabile il numero dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva, 26, mentre i pazienti ricoverati in area medica sono 370 (+ 1). Calano le persone in isolamento domiciliare che ora sono 35.528. E calano, anche se di poco, i decessi. Le vittime nelle ultime 24 ore sono cinque: un uomo di 88 anni della provincia del Sud Sardegna; un uomo di 85 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari, e tre residenti in provincia di Nuoro dei quali non sono state fornite le età.
In sostanza sembra dunque confermata la tendenza al ribasso della diffusione del Covid e un lento riallineamento ai dati nazionali. L’agenzia Agenas conferma che anche occupazione dei posti letto nelle terapie intensive, pur restando sopra la spoglia di guardia del 10%, è in discesa. Nell’ultimo bollettino ufficiale il tasso di occupazione è fissato al 13%, ma con situazioni leggermente differenti tra provincia e provincia. Stesso discorso per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto nei reparti di area medica. Il tasso nell’ultima settimana è rimasto stabile al 23%, ancora al di sopra della soglia limite (15%) ma con una curva che sembra aver invertito il suo trend. Il fenomeno è più accentuato a Nuoro, Sassari, Cagliari e, in parte, nel Sud Sardegna. Fatica invece Oristano dove Agenas segnala una leggera crescita dei dati rispetto alla settimana precedente.
E a proposito di dati va registrato uno studio dell’Altems che ha fatto i conti alla pandemia. Due anni di Covid hanno determinato in Italia una spesa di 19 miliardi di euro; 11,5 miliardi di incremento della spesa sanitaria delle Regioni, 4,3 miliardi per dispositivi di protezione, anticorpi monoclonali, fiale remdesivir, gel, siringhe, tamponi, ventilatori, monitor, software, voli, infine 3,2 miliardi di euro per l'acquisto dei vaccini.
In sostanza sembra dunque confermata la tendenza al ribasso della diffusione del Covid e un lento riallineamento ai dati nazionali. L’agenzia Agenas conferma che anche occupazione dei posti letto nelle terapie intensive, pur restando sopra la spoglia di guardia del 10%, è in discesa. Nell’ultimo bollettino ufficiale il tasso di occupazione è fissato al 13%, ma con situazioni leggermente differenti tra provincia e provincia. Stesso discorso per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto nei reparti di area medica. Il tasso nell’ultima settimana è rimasto stabile al 23%, ancora al di sopra della soglia limite (15%) ma con una curva che sembra aver invertito il suo trend. Il fenomeno è più accentuato a Nuoro, Sassari, Cagliari e, in parte, nel Sud Sardegna. Fatica invece Oristano dove Agenas segnala una leggera crescita dei dati rispetto alla settimana precedente.
E a proposito di dati va registrato uno studio dell’Altems che ha fatto i conti alla pandemia. Due anni di Covid hanno determinato in Italia una spesa di 19 miliardi di euro; 11,5 miliardi di incremento della spesa sanitaria delle Regioni, 4,3 miliardi per dispositivi di protezione, anticorpi monoclonali, fiale remdesivir, gel, siringhe, tamponi, ventilatori, monitor, software, voli, infine 3,2 miliardi di euro per l'acquisto dei vaccini.
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