Il SENATORE DEL PD
Marilotti: «Via il segreto di Stato dai grandi misteri nazionali»
CAGLIARI. Dai cosiddetti disertori fucilati dall'Esercito durante la Prima guerra mondiale fino alla carcerazione di Antonio Gramsci, dalla fine di Giacomo Matteotti alla strage di Bologna: sono...
1 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Dai cosiddetti disertori fucilati dall'Esercito durante la Prima guerra mondiale fino alla carcerazione di Antonio Gramsci, dalla fine di Giacomo Matteotti alla strage di Bologna: sono tanti i grandi fatti della storia italiana su cui si può immediatamente togliere il velo del segreto secondo il senatore Gianni Marilotti del Pd, presidente della commissione per la Biblioteca e l'Archivio storico del Senato. Da Palazzo Madama chiede a ministeri e alle Forze armate di rispettare le direttive Prodi, Renzi e Draghi, perché «è arrivato il momento di imprimere una svolta decisiva nel diritto alla conoscenza che il nostro Paese attende da troppo tempo». Nelle carte secretate non si trova la pistola fumante – sottolinea – ma «piste utili agli storici, ai comuni cittadini, agli studenti per risalire alla dinamica degli eventi della nostra storia, spesso tragica e con preoccupanti coni d'ombra». Se ci sono, cosa si aspetta a renderli pubblici? «È arrivato il momento – ribadisce Marilotti – di cambiare la gestione finora sciatta degli archivi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google