Basta quarantene: sarà una Pasqua più libera
Cadono le restrizioni sui viaggi dai Paesi extra Ue. Dal primo aprile la fine dello stato di emergenza
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ROMA. Il 31 marzo si avvicina e l'Italia sente già il profumo della libertà. Che, all'indomani del probabile addio allo stato d'emergenza Covid, non sarà totale ma passerà per una serie di allentamenti progressivi delle restrizioni. Qualcosa però già si muove: il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato ieri un'ordinanza che allarga ai viaggiatori che arrivano dai paesi extra Ue le stesse regole che valgono per i comunitari. Stop quindi alla “quarantena”: dal primo marzo per entrare in Italia basteranno le stesse condizioni del green pass base, cioè certificato di vaccinazione, di guarigione, o test negativo. Una manna per il mondo del turismo, che aspetta le festività pasquali come la prima vera finestra utile del 2022 per una boccata d'aria. La mossa di Speranza arriva a poche ore da un altro segnale di apertura, stavolta da Bruxelles che ha chiesto di «revocare la restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l'Unione per le persone vaccinate con un vaccino approvato dall'Ue o dall'Oms».
Ma nonostante i passi avanti, il 31 marzo non dovrebbe segnare una cesura netta col passato. Almeno, questo sembra essere l'orientamento del governo che forse già la prossima settimana, ha spiegato la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, dovrebbe riunire la cabina di regia con i rappresentanti della maggioranza per discutere proprio i termini della de-escalation. «Tutti pensiamo, in primis Draghi, Berlusconi, ma anche Salvini - ha tenuto a specificare la ministra ai microfoni della Rai - che si debba andare verso un graduale allentamento delle misure perché, grazie ai vaccini, curva e numeri fanno ben sperare». L'iter dovrebbe rimanere il solito: le evidenze epidemiologiche, poi il passaggio politico in cabina di regia, infine l'imprimatur del presidente del Consiglio, più che mai intenzionato a tenere salde le briglie della situazione, nonostante gli strattoni dell'ala aperturista della maggioranza. Qualche novità intanto era già stata decisa nei giorni passati, e arriverà anche prima del 31: dal 1 marzo scatterà l'aumento della capienza di stadi e palazzetti (al 75% e 60%). Tappa successiva il 10: si potrà tornare a visitare i familiari in ospedale. Sempre dal 10 marzo sarà permesso consumare cibo al cinema e negli impianti sportivi. Ma è dal 1 aprile in poi, con lo stato d'emergenza alle spalle, che dovrebbero aprirsi davvero scenari nuovi.
Ma nonostante i passi avanti, il 31 marzo non dovrebbe segnare una cesura netta col passato. Almeno, questo sembra essere l'orientamento del governo che forse già la prossima settimana, ha spiegato la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, dovrebbe riunire la cabina di regia con i rappresentanti della maggioranza per discutere proprio i termini della de-escalation. «Tutti pensiamo, in primis Draghi, Berlusconi, ma anche Salvini - ha tenuto a specificare la ministra ai microfoni della Rai - che si debba andare verso un graduale allentamento delle misure perché, grazie ai vaccini, curva e numeri fanno ben sperare». L'iter dovrebbe rimanere il solito: le evidenze epidemiologiche, poi il passaggio politico in cabina di regia, infine l'imprimatur del presidente del Consiglio, più che mai intenzionato a tenere salde le briglie della situazione, nonostante gli strattoni dell'ala aperturista della maggioranza. Qualche novità intanto era già stata decisa nei giorni passati, e arriverà anche prima del 31: dal 1 marzo scatterà l'aumento della capienza di stadi e palazzetti (al 75% e 60%). Tappa successiva il 10: si potrà tornare a visitare i familiari in ospedale. Sempre dal 10 marzo sarà permesso consumare cibo al cinema e negli impianti sportivi. Ma è dal 1 aprile in poi, con lo stato d'emergenza alle spalle, che dovrebbero aprirsi davvero scenari nuovi.
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