La Nuova Sardegna

Crescono contagi e vittime Quarta dose per 15mila fragili

Il virus si porta via altre otto persone, compreso un 48enne nell’Oristanese Restano stabili i numeri dei ricoveri nelle terapie intensive e nell’area medica

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SASSARI. Contagi ancora in altalena nell’Isola. Così dopo il calo nel fine settimana, con l’asticella dei nuovi positivi scesa sotto quota 1000, la curva è tornata a salire. Nelle ultime 24 ore il bollettino della Regione registra 2.095 casi positivi (di cui 1854 diagnosticati da antigenico). In totale sono stati processati, fra molecolari e antigenici, 15.213 tamponi per un tasso di positività che scende dal 29,8% a 13,7%. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 27 (+ 1 rispetto a lunedì), mentre i ricoverati in area medica sono 364 (- 6). Cala anche il numero delle persone in isolamento domiciliare: oggi sono 35.094 (- 434). Aumentano invece i decessi che salgono da cinque a otto. Le vittime sono una donna di 91 anni, residente nella provincia del Sud Sardegna; una donna di 79 anni e tre uomini di 67, 80 e 93 anni, residenti nella provincia di Sassari; una donna di 91 anni e un uomo di 48, residenti nella provincia di Oristano e un uomo di 86 anni, residente nella provincia di Nuoro. Intanto va avanti la campagna di vaccinazione e tutte le Regioni sono state invitate a preparare un elenco delle persone con particolari fragilità che dal primo marzo saranno sottoposti a un quarto richiamo. In Italia la le persone interessate sono 889.999, in Sardegna 15mila. Il provvedimento è firmato dal commissario all'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo che ha chiesto alle Regioni di verificare i dati sulla platea di soggetti fragili segnalati alla Struttura commissariale lo scorso settembre. Dall'1 marzo, si legge, sarà possibile somministrare un'ulteriore dose di vaccino come richiamo a «tutti i soggetti in argomento di età pari o superiore a 12 anni, che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi (di cui la terza addizionale), dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi dalla dose addizionale stessa». Non è escluso che nei prossimi mesi la platea possa allargarsi dai soggetti fragili ad altre categorie come i sanitari e gli insegnanti, Ma su c’è ancora il via libera del ministero. Continuano invece a calare le restrizioni. L’apertura più vistosa arriva dall’Ue che chiede ai Paesi membri di «revocare la restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l'Unione per le persone vaccinate con un vaccino approvato dall'Ue o dall'Oms, a condizione che abbiano ricevuto l'ultima dose del ciclo di vaccinazione almeno 14 giorni e non più di 270 giorni prima dell'arrivo o abbiano ricevuto una dose di richiamo».



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