In Sardegna un esercito di 120mila senza vaccino
Mettiamola così. Al 18 febbraio 2022, più di 120 mila sardi, uomini, donne e bambini, erano privi di copertura immunitaria, da vaccino o da contagio. Tra loro anche 7.405 ‘patriarchi’ ultraottantenni, (su una platea di 124.768 residenti nell’isola) e un esercito di ben 36.034 bambini tra i 5 e gli 11 anni di età. Troppi, in verità, e non vale contare sulla bassa densità abitativa e sulla scarsa antropizzazione dell’isola.
All’indomani di uno snodo atteso, tra inquietudini e proteste, come quello dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per gli over 50, il Rapporto ufficiale del governo, relativo alla settimana del 12-18 febbraio ci consegna dati certi, e non stime, sui non ancora vaccinati. Ma non solo. L’istantanea consente di trarre qualche indicazione sullo stato dell’arte delle vaccinazioni in Sardegna, nel raffronto con la situazione italiana e quella delle altre regioni. Cosa che consente un certo numero di valutazioni ragionate che non si fermano al dato fisso e grezzo del numero, grazie alla possibilità di stabilire confronti tra le diverse classi di età. L’informazione che salta subito agli occhi è che, al 18 febbraio, i soggetti di età compresa tra 50 e 59 anni che avevano deciso, fino a quel momento, di non sottoporsi al vaccino anti Covid, nonostante la multa annunciata dall’Agenzia delle entrate, sono, a meno dei guariti, 21.084 (su un totale nazionale di 587.814 corrispondente al 6,1 per cento della popolazione di quella classe di età).
Gettando uno sguardo al di là del Tirreno per stabilire qualche raffronto, si può constatare che con una percentuale del 7,7 per cento, l’isola è la 5ª regione in Italia per percentuali di ‘fuorilegge’ sul totale, seguita da Abruzzo, Marche, Liguria e Sicilia. Stessa posizione per la classe di età over 80: i non vaccinati sono 7.405. Per le classi di età 70-79 (8.571) e 61-70 (13.011), l’isola è invece allineata, pressappoco, con le percentuali nazionali: rispettivamente 4,88 e 5.66 per cento sono in attesa di prima dose o unica dose (a meno dei guariti).
Ma qual è lo status vaccinale nelle altre fasce di età non sottoposte all’obbligo? Non buono, è la risposta obbligata. In particolare per le classi di età comprese tra i 30-39 e i 40/49 anni. Quest’ultima registra un totale di 29.592 soggetti (11, 91 per cento contro una percentuale nazionale di 9.55) che non ha ricevuto nemmeno la prima dose, preceduta solo dai minori di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Sono infatti 36.034 i bambini sardi che non hanno ancora fatto il vaccino, nonostante l’approvazione Pfizer per i più piccoli e gli effetti di una possibile infezione, anche a lungo termine, rivelati dagli ormai numerosi studi che dovrebbero mettere le ali ai piedi ai genitori dei bambini non immunizzati.
La fascia di età più in regola con le vaccinazioni è quella 12-19 anni: i ragazzi in attesa di prima dose sono ‘solo’ 6.995, su un totale di 109.403: il 6,39 per cento, contro l’8,51 a livello nazionale: un rapporto che esprime una più elevata copertura vaccinale di questo gruppo rispetto alla media italiana. Complessivamente, quindi, al 18 febbraio, gli individui di età superiore ai 50 anni, non vaccinati e non guariti nel Belpaese sono 1.331.009. Tra loro ci sono i 50.075 mila sardi, non in regola e sanzionabili, che non hanno ricevuto neppure la prima dose a dispetto dell’obbligo, che non sussiste solo «in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate,’. A loro si aggiungono i 71.344 delle altre fasce di età. La percentuale maggiore dei non vaccinati è quella dei bambini tra i 5 e gli 11 anni: 36.034 su un totale di 83.872 bambini, vale a dire il 42, 96 per cento, non è né vaccinato né guarito. Segue quella degli adulti tra i 30 e i 39 anni con il 12,51 per cento.
Si tratta di dati che restituiscono un’istantanea in chiaroscuro con il dato confortante sulle percentuali degli adolescenti e dei ragazzi vaccinati che contrastano con quelle, assai poco tranquillizzanti, delle classi di età 5-11 anni e 30-39 anni. Non resta che sperare che il prossimo Rapporto fotografi una realtà diversa, capace di far sperare in un calo sostanziale nel numero dei contagi registrati ogni giorno nell’isola, davvero troppo elevati, ancora.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
