a carico dello stato
Un team di 37 esperti per il Pnrr Costerà quasi 12 milioni
di Umberto Aime
CAGLIARI. La task force per far camminare, o meglio correre, il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stata nominata dalla Regione. Per ora alla Sardegna è stato assegnato un miliardo e 150...
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CAGLIARI. La task force per far camminare, o meglio correre, il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stata nominata dalla Regione. Per ora alla Sardegna è stato assegnato un miliardo e 150 milioni del maxi contributo europeo post Covid, più i 331 milioni del parallelo Fondo complementare. In cassa, però, non ha ancora nulla ed è in attesa di almeno altre cinque risposte da parte del Governo. Di sicuro, invece, ha speso e spenderà tutto quello che ha avuto per ingaggiare il team di collaboratori. Sarà composto da 37 esperti: in tre anni costeranno 11,9 milioni lordi, pagati dallo Stato, per «supportare le amministrazioni territoriali nella gestione e semplificazione delle procedure». Sarà questa la loro missione e c’è stata una selezione per individuarli uno a uno.
Il cammino. Pochi giorni fa i collaboratori sono stati contrattualizzati e assegnati alle direzioni generali degli assessorati. È stato l’ultimo atto dell’«operazione reclutamento», dopo essere stati scelti, tutti e 37, da una delle tre commissioni nominate a dicembre dalla Direzione generale della presidenza.
Alla fine in 117, quelli dichiarati idonei, sono stati convocati dai commissari per la prova decisiva: il colloquio individuale finalizzato – si legge nelle regole d’ingaggio – a «valutare l’attitudine all’incarico». Procedura chiusa con la graduatoria controfirmata da tutti i commissari e resa ufficiale dalla Regione.
La selezione. Sin dall’inizio del concorso i 37 posti messi in palio, numero deciso di comune accordo dalla Regione con la Cabina di regia nazionale del Pnrr, sono stati presi subito dai mira, visto che gli stipendi del team oscilleranno fra i 115mila e gli 85mila euro lordi l’anno. Stipendi, che, come scritto, saranno pagati dallo Stato con i fondi del Piano straordinario «Mille esperti per la digitalizzazione, il monitoraggio e le performance» dello stesso Pnrr. La graduatoria definitiva per l’avvio della task force è stata pubblicata, in questi giorni, dalla Regione ed è consultabile sul suo sito ufficiale alla voce «Servizi al cittadino/concorsi e selezioni/esiti».
Tre commissioni. A firmare la determina, l’ultimo atto, è stata Silvia Curto, direttore generale della presidenza della Regione, e la cui nomina – va ricordato – continua a essere al centro di un’inchiesta giudiziaria in cui fra gli indagati c’è il governatore Solinas. Fascicoli a parte, Silvia Curto sarebbe dovuta essere anche uno dei presidenti delle commissioni di valutazione, ciascuna composta da sei dirigenti e funzionari della Regione. Ma poi sostituita, a metà dicembre, da Silvia Cocco, direttore generale dell’assessorato al personale, anche lei indagata nell’inchiesta della Procura sulle nomine della stessa Curto e di Antonio Pasquale Balloi alla guida della Protezione civile regionale. Staffetta a parte, è stata questa commissione, la terza, a selezionare i candidati per gli incarichi da assegnare per la macro area «appalti, innovazione, contabilità e monitoraggio». A capo delle altre due, invece, Alessandro Pusceddu, direttore del servizio paesaggio, per il blocco «trasporti ed edilizia», e Antonello Pellegrino, dg dell’assessorato all’industria, in sostituzione di Giovanna Medde, per la macro area «energie rinnovabili, ambiente sistema idrico e agricoltura».
Scelta finale. La task force sarà composta da 12 ingegneri, con diverse specializzazioni, 6 giuristi, 3 urbanisti, altrettanti esperti digitali. In 3 dovranno occuparsi di monitoraggio e controllo. Poi 2 biologi, 2 esperti in procedimenti complessi, e gli ultimi 5, con un posto a testa: dall’architetto all’agronomo, dal chimico al commercialista fino all’esperto in questioni ambientali. La loro «prestazione professionale, senza vincolo di subordinazione, sarà disciplinata da un contratto di lavoro autonomo che durerà tre anni».
Il retroscena. La seduta della commissione lavoro del Consiglio, che ieri si sarebbe dovuta confrontare sul Pnrr con gli assessorati, è stata rinviata a data da destinarsi. Tutta colpa della Regione: doveva nominare un delegato, ma non l’ha fatto.
Il cammino. Pochi giorni fa i collaboratori sono stati contrattualizzati e assegnati alle direzioni generali degli assessorati. È stato l’ultimo atto dell’«operazione reclutamento», dopo essere stati scelti, tutti e 37, da una delle tre commissioni nominate a dicembre dalla Direzione generale della presidenza.
Alla fine in 117, quelli dichiarati idonei, sono stati convocati dai commissari per la prova decisiva: il colloquio individuale finalizzato – si legge nelle regole d’ingaggio – a «valutare l’attitudine all’incarico». Procedura chiusa con la graduatoria controfirmata da tutti i commissari e resa ufficiale dalla Regione.
La selezione. Sin dall’inizio del concorso i 37 posti messi in palio, numero deciso di comune accordo dalla Regione con la Cabina di regia nazionale del Pnrr, sono stati presi subito dai mira, visto che gli stipendi del team oscilleranno fra i 115mila e gli 85mila euro lordi l’anno. Stipendi, che, come scritto, saranno pagati dallo Stato con i fondi del Piano straordinario «Mille esperti per la digitalizzazione, il monitoraggio e le performance» dello stesso Pnrr. La graduatoria definitiva per l’avvio della task force è stata pubblicata, in questi giorni, dalla Regione ed è consultabile sul suo sito ufficiale alla voce «Servizi al cittadino/concorsi e selezioni/esiti».
Tre commissioni. A firmare la determina, l’ultimo atto, è stata Silvia Curto, direttore generale della presidenza della Regione, e la cui nomina – va ricordato – continua a essere al centro di un’inchiesta giudiziaria in cui fra gli indagati c’è il governatore Solinas. Fascicoli a parte, Silvia Curto sarebbe dovuta essere anche uno dei presidenti delle commissioni di valutazione, ciascuna composta da sei dirigenti e funzionari della Regione. Ma poi sostituita, a metà dicembre, da Silvia Cocco, direttore generale dell’assessorato al personale, anche lei indagata nell’inchiesta della Procura sulle nomine della stessa Curto e di Antonio Pasquale Balloi alla guida della Protezione civile regionale. Staffetta a parte, è stata questa commissione, la terza, a selezionare i candidati per gli incarichi da assegnare per la macro area «appalti, innovazione, contabilità e monitoraggio». A capo delle altre due, invece, Alessandro Pusceddu, direttore del servizio paesaggio, per il blocco «trasporti ed edilizia», e Antonello Pellegrino, dg dell’assessorato all’industria, in sostituzione di Giovanna Medde, per la macro area «energie rinnovabili, ambiente sistema idrico e agricoltura».
Scelta finale. La task force sarà composta da 12 ingegneri, con diverse specializzazioni, 6 giuristi, 3 urbanisti, altrettanti esperti digitali. In 3 dovranno occuparsi di monitoraggio e controllo. Poi 2 biologi, 2 esperti in procedimenti complessi, e gli ultimi 5, con un posto a testa: dall’architetto all’agronomo, dal chimico al commercialista fino all’esperto in questioni ambientali. La loro «prestazione professionale, senza vincolo di subordinazione, sarà disciplinata da un contratto di lavoro autonomo che durerà tre anni».
Il retroscena. La seduta della commissione lavoro del Consiglio, che ieri si sarebbe dovuta confrontare sul Pnrr con gli assessorati, è stata rinviata a data da destinarsi. Tutta colpa della Regione: doveva nominare un delegato, ma non l’ha fatto.
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