Italia vincente ma frenata dall’egoismo
di Francesca Biancu*
L’ Italia recentemente si è distinta come un paese vincente in vari campi, nello sport e in vari campi del sapere. Eppure, ancora una volta, mi sembra di vedere che queste belle soddisfazioni si...
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L’ Italia recentemente si è distinta come un paese vincente in vari campi, nello sport e in vari campi del sapere. Eppure, ancora una volta, mi sembra di vedere che queste belle soddisfazioni si perdano con innumerevoli delusioni, il che ci testimonia che non stiamo andando avanti, non ci stiamo evolvendo, bensì stiamo inesorabilmente tornando indietro. Il 18 febbraio la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i due referendum di iniziativa popolare sull'eutanasia e sulla liberalizzazione della cannabis in Italia. Sull’argomento ho espresso già le motivazioni a favore della legalizzazione delle droghe leggere e vorrei confermare che ciò permetterebbe all'Italia di essere uno Stato maggiormente libero e consapevole. Parlando invece del primo punto, io trovo inconcepibile generalizzare su una questione così importante. L’eutanasia è considerata nell’immaginario collettivo come un abominio, come la rimozione quasi voluta di una vita. Ma come si fa a pensare questo senza capire che ogni singolo caso di ogni singolo individuo è diverso e più o meno complesso? Ognuno dovrebbe essere libero di poter scegliere per la propria vita, e nel momento in cui la persona interessata non possa avere questa scelta per cause legate alla malattia, dovrebbero essere i suoi cari a farlo al posto suo e unicamente per il suo bene. E soprattutto sarebbe giusto provare a non giudicare le situazioni altrui. Al di là di come la si pensa in generale, bisogna prima di tutto riconoscere la libertà. Spesso ci si dimentica oppure ci si vuole dimenticare che questi referendum non sono una minaccia, non vogliono essere una sottrazione o un rovesciamento di potere, non vogliono limitare le libertà altrui, ma solo aggiungerne un’altra molto vantaggiosa. Con l’approvazione dell’eutanasia si potrebbe scegliere se compierla o meno, non imporla, ed è questo che viene male interpretato. Analogo discorso potrebbe essere fatto per la canapa e per tanti altri casi. E non si obbliga nemmeno a mettersi nei panni di coloro che soffrono, ma solo di permettere loro di scegliere, riconoscere anche che l’eutanasia in tutti i casi in cui si arrivi ad effettuarla non è una scelta facile, ed è sicuramente pensata. Può costituire un atto di bene verso qualcuno che soffre, spesso anche da tempo, pertanto si deve avere il diritto di valutare se farla o no. A questo proposito interviene Giuseppe Civati, fondatore di Possibile: “Mi pare che il problema sia sempre di più quello di “legalizzare” la politica, il libero confronto e la possibilità dei cittadini di decidere e di scegliere.” Continuando a ignorare le problematiche e agendo in funzione del proprio egoismo non solo l’Italia ha un futuro incerto, ma potrebbe proprio non avere un futuro.
*Francesca frequenta il Liceo Classico
Azuni di Sassari
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