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Tonino, animo gentile e tranquillo Il sindaco: «È stata una vigliaccata»

di Maria Antonietta Cossu
Tonino, animo gentile e tranquillo Il sindaco: «È stata una vigliaccata»

GHILARZA. «È stata una vigliaccata». Il duro sfogo del sindaco Stefano Licheri rivela il sentimento di un'intera comunità, amareggiata e sdegnata per la tragica fine di Tonino Porcu. Molti compaesani...

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GHILARZA. «È stata una vigliaccata». Il duro sfogo del sindaco Stefano Licheri rivela il sentimento di un'intera comunità, amareggiata e sdegnata per la tragica fine di Tonino Porcu. Molti compaesani descrivono la vittima come una persona mite, empatica, affabile e cordiale nei rapporti umani e sociali. Non uno screzio, un alterco o un'ombra nel passato del settantottenne percosso fino alla morte dai malviventi. Chi conosceva bene Tonino Porcu non lo riteneva in grado di nuocere al prossimo, né gli aveva mai sentito pronunciare una parola fuori posto. «Era una brava persona, educata e cordiale. Non credo che qualcuno potesse avere del risentimento nei confronti di Tonino. È stato vile prendersela con un uomo fragile, solo e indifeso», ha detto il primo cittadino, ancora incredulo.

«Dubito che qualcuno potesse rimproverare a Tonino qualche torto, e proprio la sua indole docile, il fatto che avesse contatti e frequentazioni limitati, oltre alle modalità del crimine, non mi fanno pensare ad altro se non al drammatico epilogo di un tentativo di rapina» ha affermato Licheri, che ha pronunciato parole dure nei confronti dei responsabili. «La morte violenta di chiunque indigna, intristisce e commuove, ma approfittarsi di una persona anziana e vulnerabile, rende tutto più tragico e squallido».

Attorno alla casa di vico Sant'Antioco in cui si è consumata l'aggressione, ieri la vita è tornata a scorrere, tra lo sconcerto e il turbamento della gente. Ha detto Serafino Marras, un abitante della zona: «Un tempo incontravo spesso Tonino alla Società operaia di mutuo soccorso, ma non era raro vederlo anche seduto sulle panchine vicino alla chiesetta a chiacchierare con gli amici. È stato un brutto colpo».

I residenti non si capacitano dell'accaduto: «Mi dispiace molto per l'accaduto», ha detto una vicina di casa confessando una certa inquietudine: «Fatti del genere non sono usuali per Ghilarza e non lasciano indifferenti. Ora avvertiamo un po' di paura, anche perché in zona vivono soprattutto anziani e persone sole».

I gestori del Bar da Jack, il locale che la vittima aveva affittato a pochi passi da casa, ieri hanno lasciato le saracinesche abbassate in segno di cordoglio. Conduceva una vita tranquilla, Tonino Porcu, scandita dalle abitudini e dai ritmi di una persona in là con gli anni ma ancora molto attiva. L'ex allevatore amava fare lunghe pedalate in bicicletta, con cui si spingeva fino ad Abbasanta e a Norbello; a bordo della sua utilitaria o di un piccolo motocarro si recava in campagna per curare l'orto e per controllare i poderi dove un tempo conduceva le greggi al pascolo.

Forse proprio questo stile di vita abitudinario e la condizione di anziano solo possono aver attirato l’attenzione dei malintenzionati riflettevano ieri alcuni conoscenti: «Dispiace molto perché era un uomo gentile, socievole, amico di tutti, non ha mai arrecato un'offesa. Un altro tipo di movente sarebbe strano».

«Qualunque altra ipotesi sarebbe impensabile, non credo abbia mai avuto battibecchi con altre persone. Era un tipo gentile, aperto, disponibile. Non frequentava il mio locale, era persino astemio, ma capitava di incrociarlo quando usciva di casa, dopo pranzo, e di scambiare due chiacchiere» ha raccontato Mariano Onida, titolare del New Morning Pub.

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