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lo scandalo di calasetta 

Falsi per incastrare spacciatori, chiesta la condanna di 5 militari

Falsi per incastrare spacciatori, chiesta la condanna di 5 militari

CAGLIARI. Falsi, manipolazione di prove, acquisti illegali di stupefacenti e pacchi di droghe usati per incastrare persone sospette: lo scandalo della stazione dell’Arma di Calasetta si avvicina all’e...

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CAGLIARI. Falsi, manipolazione di prove, acquisti illegali di stupefacenti e pacchi di droghe usati per incastrare persone sospette: lo scandalo della stazione dell’Arma di Calasetta si avvicina all’epilogo e ieri mattina il pm Andrea Vacca ha chiesto al tribunale sette condanne a pene fra i tre e i cinque anni e mezzo di reclusione dopo una lunghissima requisitoria. Tra gli imputati cinque carabinieri, all'epoca dei fatti in servizio nel Sulcis, e un consigliere regionale. I fatti risalgono al 2012 e l’indagine - condotta dall'allora procuratore aggiunto Gilberto Ganassi - aveva portato a formulare 21 contestazioni a vario titolo ai nove imputati, facendo venire alla luce presunti episodi di violenza, minacce, calunnie, falsi e un arresto illegale. Nonostante la prescrizione abbia già cancellato numerose di queste imputazioni, il pm ha chiesto la pena più pesante (cinque anni e mezzo) per il maresciallo Ivano Iacobelli, ex comandante della caserma di Calasetta. Quattro anni e due mesi sono stati invece sollecitati per i carabinieri Massimo Porta ed Emanuele Carrus, mentre tre anni e due mesi sono stati chiesti per i militari Carmelo Spavara e Alessandro Uccheddu. Stessa pena richiesta per il consigliere regionale del Psd'Az, Fabio Usai, finito nei guai perché, sempre secondo l'accusa, avrebbe chiesto di non verbalizzare una denuncia per porto abusivo di coltello nei confronti di un'altra persona. Per Simona Corrò - imputata di accesso abusivo a sistema informatico - è scattata la prescrizione. Il presidente della seconda sezione del tribunale Giovanni Massidda ha già fissato il calendario per il resto delle discussioni: il 17 marzo toccherà alle parti civili. Gli imputati sono difesi da Patrizio Rovelli, Riccardo Floris, Michela Teti, Alessandro Corrias, Marcio Aste, Davide Mascia, Giampiero Ferrando, Ivano Lai, Fabrizio Rubiu, Matteo Vinelli, Gavino Todde, Roberto Montorzi e Calo Pilia.

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