La Nuova Sardegna

le richieste d’aiuto 

Gli ucraini cercano la strada per scappare dalla guerra

di Claudio Zoccheddu
Gli ucraini cercano la strada per scappare dalla guerra

SASSARI. Telefono caldo, tanti impegni, tante preoccupazioni e anche un pizzico di speranza. Anthony Grande è il console onorario dell’Ucraina in Sardegna e in questi giorni è anche il centro delle...

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SASSARI. Telefono caldo, tanti impegni, tante preoccupazioni e anche un pizzico di speranza. Anthony Grande è il console onorario dell’Ucraina in Sardegna e in questi giorni è anche il centro delle richieste di aiuto che arrivano dalla comunità ucraina in Sardegna, circa 7mila persone concentrare perlopiù nelle aree di Cagliari e Sassari, che da ieri mattina vivono con la paura che possa accadere qualcosa ai familiari che vivono nell’ex repubblica sovietica: «Ho ricevuto una ventina di richieste d’aiuto. Gli ucraini che vivono in Sardegna sono disperati e chiedono se sia possibile fare in modo di essere raggiunti dai parenti, almeno per i tre mesi di soggiorno concessi dal visto turistico. Altri mi stanno chiamando soprattutto per sapere se le città e i paesi dove vivono i familiari dei residenti e domiciliati in Sardegna sono stati bombardati – continua il console –. Purtroppo devo dire che non si tratta di un attacco localizzato, ma abbastanza esteso e le informazioni che abbiamo a disposizione non sono molte». In ogni caso, Grande sta provando a fare tutto il possibile. E forse anche qualcosa in più: «Ho incontrato questore e prefetto di Cagliari per capire se sia possibile aprire un corridoio umanitario tra l’isola e l’Ucraina. C’è poi la possibilità di richiedere la protezione internazionale, soprattutto per le persone che hanno già perso tutto. Perché non è vero quello che raccontano i russi, i missili stanno cadendo anche sulle case». Le conferme, Grande, le ha ricevute dai diretti interessati: «Mentre ero al telefono con una persona che vive nei pressi di Kiev – racconta Grande – ho sentito distintamente prima la sirena che annuncia gli attacchi aerei seguita dallo scoppio di una bomba e dai vetri delle case infranti dallo spostamento d’aria. In Ucraina è guerra vera». Sempre restando nell’area della capitale, il console mette insieme le testimonianze che ha raccolto tra una richiesta d’aiuto e l’altra: «Tutti temono che questa notte (quella tra ieri e oggi, ndr) Kiev possa essere bombardata pesantemente. Le autorità chiedono ai cittadini di trovare riparo nei bunker, nelle stazioni della metropolitana e in qualunque posto che possa garantire un minimo di protezione dalle bombe. Mi dicono che sono scene da film di guerra ma, purtroppo, questa volta è tutto reale». Nella speranza che la previsione di un bombardamento possa rivelarsi sbagliata, Grande continua a lavorare per provare e ricongiungere le famiglie degli emigrati dall’Ucraina: «Nessuno si aspettava questa evoluzione, soprattutto nessuno pensava che la situazione potesse precipitare così velocemente. Chi aveva prenotato un volo per l'Italia oggi (ieri, ndr)non è potuto partire perché è chiuso lo spazio aereo sopra l'Ucraina». Il clima di incertezza che si respira in questi giorni è spezzato da un’unica certezza: «Sabato saremo in piazza per sostenere il popolo ucraino – conclude Anthony Grande –. L’appuntamento è fissato per le 16.30 in piazza Vittime Moby Prince, nell’area del porto. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “Ucraina in Sardegna” e da +Europa. Spero davvero che dall’isola possa arrivare una voce di sostegno per l’Ucraina».

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