La Nuova Sardegna

Lo schiaffo della Nato al Cremlino

Lo schiaffo della Nato al Cremlino

Al summit invitate Svezia e Finlandia che la Russia non vuole nell’organizzazione

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[FIRMA&LUOGO]di Enrico Tibuzzi

<MC>BRUXELLES

[TESTO]La Nato non ci sta. Colpita politicamente e strategicamente al cuore dall'invasione dell'Ucraina riunisce il vertice del leader dei Paesi aderenti invitando anche quelli di Svezia e Finlandia proprio mentre la Russia chiede che non entrino a far parte dell'Alleanza.
Ma ormai gli equilibri strategici che per decenni hanno regolato i rapporti tra l'Alleanza e la Russia sono saltati e la Nato non si fa scrupolo di dare così uno schiaffo al Cremlino, ritenuto a pieno titolo responsabile di aver violato e quindi affondato l'accordo siglato a suo tempo per instaurare una partnership costruttiva.
Il summit di Pratica di Mare del 2002, quello che sancì il disgelo tra Nato e Russia, appare ormai come un ricordo lontanissimo e sbiadito. E il segretario generale dell'Alleanza, il norvegese Jens Stoltenberg, non usa mezzi termini ripetendo, durante la conferenza stampa svoltasi al termine del vertice, quanto già messo nero su bianco nel comunicato ufficiale: «La decisione presa da Putin di attaccare l'Ucraina è un terribile errore strategico che costerà caro alla Russia nei prossimi anni sia in termini economici che politici». Al summit è intervenuto anche il presidente del Consiglio Mario Draghi ricordando che l'unità tra gli Alleati «è la risposta più forte». Ed anche che l'attacco russo è «la più grave minaccia» a cui si è chiamati a fare fronte da decenni. «L'Italia - ha aggiunto - è uno dei più importanti contributori di truppe alle operazioni Nato. Siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre, per mettere a disposizione le forze necessarie. La reazione deve essere determinata per evitare qualsiasi ambiguità».
Parlando di forze in campo, dopo aver annunciato per la prima volta l'attivazione dei piani di difesa, Stoltenberg ha spiegato che la forza di reazione rapida è pronta a essere dispiegata là dove necessario. Migliaia di uomini sono stati già riposizionati per rafforzare il fianco Est dell'Alleanza, in particolare nei Paesi baltici e in Polonia. Oltre 100 aerei sono in stato di allerta in 30 basi e possono intervenire nel giro di una manciata di ore se necessario. E 120 unità navali sono mobilitate e pronte all'impiego.
La Nato, ha sottolineato Stoltenberg al termine del vertice straordinario virtuale a cui è stata invitata a partecipare anche l'Unione europea, continuerà a sostenere l'Ucraina.

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