La Nuova Sardegna

la società non crede all’idea del “tutto elettrico” 

Snam: «Gas indispensabile per il sistema Sardegna»

Snam: «Gas indispensabile per il sistema Sardegna»

CAGLIARI. Il Tyrrhenian-link, il cavo bipolare che collegherà Sardegna, Sicilia e Campania, chiudendo il cerchio con il cavo Sapei già in esercizio dal nord sino al Lazio non potrà “spegnere” le...

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Il Tyrrhenian-link, il cavo bipolare che collegherà Sardegna, Sicilia e Campania, chiudendo il cerchio con il cavo Sapei già in esercizio dal nord sino al Lazio non potrà “spegnere” le centrali a carbone, e le batterie con le rinnovabili non consentono un sistema energetico equilibrato e sicuro.

È il cuore di uno studio, appena edito, di una società primaria di consulenza nel settore energetico, commissionato da Snam e reso disponibile agli addetti ai lavori, nel quale si ribadisce che solo una centrale a gas da 400 megawatt, oltre alle batterie e ai pompaggi dell’idroelettrico, metterà in sicurezza il sistema sardo. Da che cosa? Dalle certe fermate per manutenzione programmata del T-link e dai plausibili stop inaspettati valutabili in una decina di giorni l’anno, settanta volte di più di quanto indicato dai regolamenti e norme comunitarie.

Studi, analisi, approfondimenti tecnico-politici partono comunque da un dato di fatto: la legge 60 che fa nascere la virtual pipe-line per collegare la Sardegna al sistema del metano e il prossimo decreto che Draghi firmerà a breve.

Ambienti Snam riconoscono che solo una politica di diversificazione delle fonti energetiche mette al riparo la Sardegna dai pericoli rappresentati dalla “rottura” delle produzioni: centrali a gas e T-link andrebbero secondo questa visione portati avanti in maniera contemporanea.

Così del resto si rispetterebbero le rigide normative nazionali e comunitarie che prevedono come i sistemi, tutti, di tutti i tipi, di approvvigionamento energetico debbano essere realizzati con un principio di ridondanza tale da garantire il servizio anche in assenza del principale punto di ingresso della fonte. In pratica, come negli anni passati in Sardegna quando non c’erano i cavi, bisogna avere più del necessario per mettere al sicuro il sistema: più gas, più rinnovabili, più accumuli, da esortare o no, ma tali che se anche un elemento vien meno anche in parte, il resto può far continuare il servizio senza problemi, e in sicurezza, ammettono ambienti Snam. La società di San Donato Milanese appena il decreto di Draghi sul sistema energetico sardo sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale completerà i contratti per la fornitura delle due navi-deposito-rigassificatrici che saranno posizionate come da decreto a Porto Vesme e a Porto Torres.Snam ha fatto circolare sul mercato un avviso per società armatoriali interessate a fornire due navi gasiere da trasformare in Fsru (floating storage regasification unit). Snam diventerà proprietaria del mezzo galleggiante ma solo dopo averla preso in consegna già riconvertito a deposito di Gnl galleggiante. Due società armatoriali scandinave sarebbero pronte all’affare, ufficializzato nelle prossime ore.

Le dimensioni della navi sono quelle note, (circa 110mila metri cubi di Gnl a Portovesme dal 2024 e 25mila metri cubi dal 2025 a Portotorres) e non saranno implementate nonostante le richieste a nord, nè saranno ridotte a sud, perchè rientrerebbero negli ambiti di sicurezza degli approvvigionamenti che Snam ha valutato adeguati

«Faremo tutto quello che è indicato dal decreto del Presidente – ribadiscono ambienti Snam – e crediamo che l’assetto sin qui previsto garantisca la sicurezza e l’equilibrio dell’assetto elettrico sardo». Il gas naturale liquefatto, e quindi trasportabile, sarà sempre più strategico per il nostro paese. Avere rigassificatori grandi e piccoli, e depositi costieri non sarà più una opzione ma un obbligo. E la Sardegna che sino a ieri aveva in programma tre depositi costieri a Oristano e le due navi a nord e a sud, potrebbe vedere salire la capacità delle sue fonti: rinnovabili, batterie e gas.(g.cen.)

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative