[EMPTYTAG]L’assedio di Kiev La capitale non molla
di Cristoforo Spinella
Bombardamenti e missili sui palazzi, 100mila soldati di Mosca nel Paese I militari ucraini non cedono, smentite le presunte offerte di dialogo da Putin
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KIEV. «A tutte le unità è stato ordinato di avanzare in tutte le direzioni, in linea con il piano delle operazioni, dopo che l'Ucraina ha rifiutato di partecipare al processo negoziale». Adesso l'invasione russa non ha più limiti e ieri un missile ha colpito l’ospedale pediatrico di Kiev causando alcune vittime. Le offerte di dialogo di Mosca, sincere o tattiche che fossero - «non è vera diplomazia», aveva avvertito Washington -, non ci sono più. «Più di 100 mila invasori sono sulla nostra terra», annuncia drammatico il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sui social continua a farsi vivo diverse volte al giorno con messaggi e video per ribadire la sua presenza a Kiev, ripetutamente messa in dubbio dalla velenosa propaganda russa. Un dispiegamento-monstre confermato anche dal Pentagono, secondo cui nelle ultime 24 ore sono state inviate decine di migliaia di truppe, richiamando anche i riservisti. La battaglia per Kiev è sempre più feroce. Dal pomeriggio di sabato, e fino a lunedì mattina, un coprifuoco totale trasformerà la capitale in una città fantasma: potranno circolare solo i militari e i civili arruolati con la mobilitazione generale. «Chi sarà trovato in strada, sarà trattato da nemico», ha avvisato il sindaco Vitalij Klitschko, l'ex pugile che ha promesso di combattere e morire per la patria, se servirà. Mentre non si fermano la pioggia di missili anche sui palazzi e i raid d'artiglieria, il timore riguarda le infiltrazioni di sabotatori nemici, in una città sprofondata nel caos di un esodo di massa a bordo degli ultimi treni in partenza. Secondo l'Unhcr, gli sfollati nei Paesi vicini in 3 giorni di guerra sono oltre 150 mila, più della metà in Polonia. Ma la grande fuga tocca anche la Romania, con 15 km di fila alla frontiera, e poi Ungheria, Moldavia e Slovacchia. Bratislava parla di 10 mila arrivi in 24 ore e avverte che presto non potrà accoglierne più. L'Ucraina però non si arrende. «Gli occupanti volevano bloccare il centro del nostro Stato e mettere i loro burattini qui come a Donetsk. Abbiamo infranto i loro piani», insiste Zelensky, che si appella alla resistenza popolare e assicura che a breve «arriveranno le armi dai partner» anche europei, dopo che il presidente americano Joe Biden ha promesso altri 600 milioni di dollari di aiuti militari. La svolta arriva da Berlino, dove Olaf Scholz ha dato il via libera alla fornitura di mille armi anticarro e 500 missili terra-aria Stinger perché, spiega il cancelliere, questa aggressione segna «un cambiamento epocale» per l'Europa. Il Belgio invierà 2mila mitragliatrici e 3.800 tonnellate di carburante, mentre nei prossimi giorni dovrebbero arrivare nuovi aiuti italiani, anche di carattere militare. Iniziative analoghe sono attese dal presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui «questa guerra durerà molto a lungo». Oggi non a caso si riuniscono i ministri degli Esteri Ue proprio per valutare il sostegno attraverso l'attivazione dello European Peace Facility: in sostanza fondi ed equipaggiamenti per la difesa di Kiev. «Faciliteremo la consegna di aiuti militari, l'Ucraina democratica prevarrà», ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel in un tweet. La capitale rimane intanto sotto assedio, tra sirene d'allarme e palazzi sventrati. Come l'edificio residenziale colpito da un missile nella notte tra venerdì e sabato, che Mosca nega però di aver preso di mira, assicurando di puntare solo a infrastrutture militari. I timori di una guerra sporca crescono, tra giocattoli-bomba, ordigni e l'allarme dell'intelligence ucraina su possibili attacchi chimici in Donbass.
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