“Nidi Gratis” in Sardegna contro la denatalità
La Regione viene incontro alle giovani coppie con un contributo che si somma al bonus dell’Inps
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CAGLIARI. La lotta allo spopolamento e alla denatalità si fa anche investendo in strutture capaci di venire incontro alle esigenze delle giovani coppie. Va in questo senso la decisione della giunta regionale che, su proposta dell'assessore alla Sanità e dell'assistenza sociale Mario Nieddu, ha approvato il programma «Nidi Gratis». Il sostegno interessa le famiglie con figli nella fascia d'età compresa da zero ai tre anni. La misura prevede un contributo per l'abbattimento dei costi per la frequenza dei nidi, sezioni “primavera”, nidi domiciliari e nidi aziendali, pubblici e privati, convenzionati o meno con i Comuni.
«Con questo provvedimento confermiamo il nostro forte impegno a sostegno delle famiglie –, ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas –. La messa a punto di un sistema di interventi e servizi funzionali alle necessità dei cittadini nelle diverse fasi della vita, compresa la prima infanzia e la scelta della genitorialità, in particolare nella difficile conciliazione vita-lavoro, rientra fra gli obiettivi strategici del piano regionale dei servizi alla persona».
Il programma “Nidi Gratis” ha ricevuto un finanziamento di 5,5 milioni di euro l'anno per il triennio 2021-2023 che sono stati confermati anche per il 2024. «Parliamo di una misura indubbiamente importante, anche in ragione della crisi economica acuita dalla pandemia – ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu –. Quello che stiamo proponendo è un modello di welfare dove la famiglia è una risorsa su cui investire tramite interventi in grado di migliorare la qualità della vita di chi ha bambini piccoli e di produrre ricadute positive sull'intera collettività».
“Nidi Gratis” si integra con il bonus nidi erogato dall'Inps e può essere richiesto dalle famiglie che abbiano fatto domanda per la misura nazionale e siano già risultate idonee per quest'ultima. Le domande devono essere presentate ai Comuni nei quali sono ubicate le strutture che offrono i servizi per la prima infanzia dei quali si intende usufruire. Per poter essere ammessi alla misura c’è un tetto di Isee che non dovrà superare i 40mila euro per nuleo familiare. Il contributo regionale sarà uguale alla differenza tra l'importo della retta meno il bonus nidi corruisposto dall’Inps, fino alla copertura dei costi del servizio e comunque entro un massimo di 2.200 euro, ripartiti in 11 mensilità da 200 euro. La Regione ha calcolato di poter accontentare tutte le neo coppie che rientrano nei parametri previsti.
«Con questo provvedimento confermiamo il nostro forte impegno a sostegno delle famiglie –, ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas –. La messa a punto di un sistema di interventi e servizi funzionali alle necessità dei cittadini nelle diverse fasi della vita, compresa la prima infanzia e la scelta della genitorialità, in particolare nella difficile conciliazione vita-lavoro, rientra fra gli obiettivi strategici del piano regionale dei servizi alla persona».
Il programma “Nidi Gratis” ha ricevuto un finanziamento di 5,5 milioni di euro l'anno per il triennio 2021-2023 che sono stati confermati anche per il 2024. «Parliamo di una misura indubbiamente importante, anche in ragione della crisi economica acuita dalla pandemia – ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu –. Quello che stiamo proponendo è un modello di welfare dove la famiglia è una risorsa su cui investire tramite interventi in grado di migliorare la qualità della vita di chi ha bambini piccoli e di produrre ricadute positive sull'intera collettività».
“Nidi Gratis” si integra con il bonus nidi erogato dall'Inps e può essere richiesto dalle famiglie che abbiano fatto domanda per la misura nazionale e siano già risultate idonee per quest'ultima. Le domande devono essere presentate ai Comuni nei quali sono ubicate le strutture che offrono i servizi per la prima infanzia dei quali si intende usufruire. Per poter essere ammessi alla misura c’è un tetto di Isee che non dovrà superare i 40mila euro per nuleo familiare. Il contributo regionale sarà uguale alla differenza tra l'importo della retta meno il bonus nidi corruisposto dall’Inps, fino alla copertura dei costi del servizio e comunque entro un massimo di 2.200 euro, ripartiti in 11 mensilità da 200 euro. La Regione ha calcolato di poter accontentare tutte le neo coppie che rientrano nei parametri previsti.
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