La Nuova Sardegna

L’omicida impassibile: neppure una lacrima

L’omicida impassibile: neppure una lacrima

In caserma Baule è rimasto gelido: nessun segno di cedimento e neanche una parola sui gemellini

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. Fuori di sè ma sempre gelido, neppure una lacrima. Neanche una parola sui bambini. Impassibile, non ha lasciato trapelare alcun segno di cedimento nonostante l’accaduto e le ore trascorse in caserma.

Ha raccontato una sua storia, incredibile e inaccettabile: ha detto di essere stato aggredito dal suocero e di essersi difeso. Ma che difesa è quella che porta un uomo dal fisico possente a massacrare a colpi di accetta fino a ucciderlo l’ex suocero e a ridurre in fin di vita ex moglie e suocera? Fulvio Baule, difeso dall’avvocato Nicola Lucchi, ha raccontato questa versione ai carabinieri quando si è presentato in caserma a Porto Torres. C’è rimasto a lungo prima di essere trasferito, nelle prime ore del mattino di ieri nel carcere di Bancali.

È possibile che il sostituto procuratore della Repubblica Enrica Angioni - che si occupa dell’inchiesta - decida di sentire domani l’arrestato sul quale pesano le accuse di omicidio aggravato e duplice tentato omicidio. La decisione dovrebbe essere presa nella tarda mattinata di oggi. Nel frattempo dovrebbero essere quasi concluse le attività di indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Porto Torres che hanno raccolto anche diverse testimonianze. E ricostruito nei dettagli la terribile vicenda.

Basilio Saladdino, poliziotto stimato da sempre a Porto Torres non ha esitato a correre in aiuto della figlia in difficoltà. Temeva che la situazione potesse precipitare e perciò è sceso in strada in pigiama e pantofole. Forse aveva intuito che non c’era tempo da perdere e che anche pochi secondi potevano essere preziosi. E infatti è arrivato proprio quando Fulvio Baule stava tempestando di colpi la sua Ilaria (una delle tre figlie) ed è intervenuto prontamente. I colleghi in queste ore ne hanno sottolineato le doti professionali e umane, il coraggio, specie quelli che hanno lavorato con lui e lo hanno avuto come capo pattuglia. Non era certo uno che s tirava indietro “il buon Dino”. E sabato sera si è messo tra l’ex genero e sua figlia, per difenderla, perchè era preoccupato anche per i nipotini e voleva che finisse tutto lì, senza ulteriori conseguenze. La gente affacciata alle finestre, le urla di chi chiedeva di chiamare polizia e carabinieri. E lui, “poliziotto per sempre” era già lì, ha cominciato a fare quello che serve in questi casi: mettere in sicurezza le persone in difficoltà. La situazione è precipitata perchè Fulvio Baule non ha gradito l’affronto e per avere la meglio si è dovuto armare. Solo così è riuscito a battere un poliziotto vero che non ha indietreggiato di un passo. È rimasto in piedi con tutte le sue forze perchè voleva salvare la sua famiglia.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative