Ploaghe paese ammutolito «Nessuno poteva pensarlo»
di Luca Fiori
Pochi commenti dopo il massacro: «Fulvio non aveva mai creato problemi»
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INVIATO A PLOAGHE. «Tra Fulvio e il suocero c’era già stato un duro scontro ad agosto, il giorno del battesimo dei due gemellini. Una violenta discussione a cui avevano assistito tutti gli invitati alla festa».
Il rapporto tra il genero e il poliziotto in pensione ucciso a colpi di accetta sotto casa, aveva iniziato a deteriorarsi prima ancora della separazione dalla moglie Ilaria. Ma tutti - dagli amici ai conoscenti del muratore quarantenne - giurano che non avrebbero mai immaginato un epilogo drammatico come quello andato in scena sabato sera a Porto Torres.
Il giorno dopo il massacro Ploaghe è ammutolito. Nei tavolini dei pochi bar aperti nel centro del paese, subito dopo la messa domenicale nella parrocchia di San Pietro, chi accetta di parlare di quello che è accaduto a cinquanta chilometri da qui chiede di mantenere l’anonimato.
«Qui ci conosciamo tutti - spiega un cinquantenne che sta commentando la tragica notizia con due compaesani - e a chiunque chiederete vi dirà che Fulvio non era uno che aveva mai creato problemi. Era un lavoratore che si alzava presto la mattina e frequentava poco i bar. Che i rapporti con il suocero non fossero buoni questo è vero - aggiunge il compaesano del muratore rinchiuso nel carcere di Bancali - so che il giorno del battesimo dei bambini i due avevano litigato. Beghe familiari - aggiunge - cose che possono capitare, ma nessuno poteva immaginare una cosa come quella che abbiamo letto sul giornale».
Muratore alle dipendenze dell’impresa Cesaracciu di Ploaghe, Fulvio Baule proviene da una famiglia molto numerosa e molto conosciuta non solo qui in paese. Con la moglie Ilaria Saladdino le cose aveano iniziato ad andare male proprio ad agosto, subito dopo il battesimo dei bambini.
Proprio poche settimane fa, in sede di separazione, il giudice aveva stabilito che i gemellini stessero con la mamma e che Fulvio Baule versasse mensilmente 650 euro all’ex moglie per il mantenimento. Subito dopo la fine del matrimonio Ilaria Saladdino era rimasta per qualche tempo a vivere a Ploaghe in una casa messa a disposizione dall’ex marito e questo consentiva al quarantenne e ai suoi genitori di vedere i bambini con una certa frequenza. Ma di recente la donna aveva fatto le valige ed era rientrata a vivere a casa dei genitori a Porto Torres.
«So che Fulvio non l’aveva presa bene - commenta un coetaneo al bancone di un bar del centro - il fatto che i suoi familiari non potessero vedere i suoi figli lo faceva soffrire. Quando sabato mi hanno detto quello che era successo non ci ho creduto - aggiunge il compaesano - non era mai stato un tipo violento. Chissà cosa gli è passato per la testa, ora si è rovinato la vita e ha rovinato quella di due famiglie e dei suoi bambini». Appassionato di pesca, tifoso dell’Inter, Fulvio Baule non aveva altri grandi interessi. Il lavoro in cantiere lo costringeva ad alzarsi prestissimo e la sera era raro vederlo in giro per il paese. Con l’impresa edile per cui lavorava aveva svolto di recente lavori per la Asl e per le terme di Fordongianus.
«Proprio in quel periodo - racconta un conoscente - so che si alzava alle cinque del mattino per raggiungere il cantiere in provincia di Oristano e dopo la giornata di lavoro correva a vedere i due bambini, la sua unica ragione di vita. Forse le tensioni con la famiglia dell’ex moglie gli hanno fatto perdere la testa, ma qui a Ploaghe nessuno poteva aspettarsi che potesse prendere un accetta per compiere un massacro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il rapporto tra il genero e il poliziotto in pensione ucciso a colpi di accetta sotto casa, aveva iniziato a deteriorarsi prima ancora della separazione dalla moglie Ilaria. Ma tutti - dagli amici ai conoscenti del muratore quarantenne - giurano che non avrebbero mai immaginato un epilogo drammatico come quello andato in scena sabato sera a Porto Torres.
Il giorno dopo il massacro Ploaghe è ammutolito. Nei tavolini dei pochi bar aperti nel centro del paese, subito dopo la messa domenicale nella parrocchia di San Pietro, chi accetta di parlare di quello che è accaduto a cinquanta chilometri da qui chiede di mantenere l’anonimato.
«Qui ci conosciamo tutti - spiega un cinquantenne che sta commentando la tragica notizia con due compaesani - e a chiunque chiederete vi dirà che Fulvio non era uno che aveva mai creato problemi. Era un lavoratore che si alzava presto la mattina e frequentava poco i bar. Che i rapporti con il suocero non fossero buoni questo è vero - aggiunge il compaesano del muratore rinchiuso nel carcere di Bancali - so che il giorno del battesimo dei bambini i due avevano litigato. Beghe familiari - aggiunge - cose che possono capitare, ma nessuno poteva immaginare una cosa come quella che abbiamo letto sul giornale».
Muratore alle dipendenze dell’impresa Cesaracciu di Ploaghe, Fulvio Baule proviene da una famiglia molto numerosa e molto conosciuta non solo qui in paese. Con la moglie Ilaria Saladdino le cose aveano iniziato ad andare male proprio ad agosto, subito dopo il battesimo dei bambini.
Proprio poche settimane fa, in sede di separazione, il giudice aveva stabilito che i gemellini stessero con la mamma e che Fulvio Baule versasse mensilmente 650 euro all’ex moglie per il mantenimento. Subito dopo la fine del matrimonio Ilaria Saladdino era rimasta per qualche tempo a vivere a Ploaghe in una casa messa a disposizione dall’ex marito e questo consentiva al quarantenne e ai suoi genitori di vedere i bambini con una certa frequenza. Ma di recente la donna aveva fatto le valige ed era rientrata a vivere a casa dei genitori a Porto Torres.
«So che Fulvio non l’aveva presa bene - commenta un coetaneo al bancone di un bar del centro - il fatto che i suoi familiari non potessero vedere i suoi figli lo faceva soffrire. Quando sabato mi hanno detto quello che era successo non ci ho creduto - aggiunge il compaesano - non era mai stato un tipo violento. Chissà cosa gli è passato per la testa, ora si è rovinato la vita e ha rovinato quella di due famiglie e dei suoi bambini». Appassionato di pesca, tifoso dell’Inter, Fulvio Baule non aveva altri grandi interessi. Il lavoro in cantiere lo costringeva ad alzarsi prestissimo e la sera era raro vederlo in giro per il paese. Con l’impresa edile per cui lavorava aveva svolto di recente lavori per la Asl e per le terme di Fordongianus.
«Proprio in quel periodo - racconta un conoscente - so che si alzava alle cinque del mattino per raggiungere il cantiere in provincia di Oristano e dopo la giornata di lavoro correva a vedere i due bambini, la sua unica ragione di vita. Forse le tensioni con la famiglia dell’ex moglie gli hanno fatto perdere la testa, ma qui a Ploaghe nessuno poteva aspettarsi che potesse prendere un accetta per compiere un massacro».
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