La Nuova Sardegna

Tre commissari a processo per la morte di Piero Brocca

Pietro Barghigiani
Tre commissari a processo per la morte di Piero Brocca

Il pubblico ministero ha chiuso le indagini e ipotizza il reato di omicidio colposo Il giovane fantino sardo venne sbalzato di sella e travolto da un cavallo in pista

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PISA. Sono arrivate a una svolta le indagini per la morte di Piero Alberto Brocca, il giovane fantino sardo morto per una caduta sulla pista dell’ippodromo di Pisa. Il sostituto procuratore Egidio Celano ha chiesto di processare tre giudici di gara accusati di omicidio colposo in concorso. Ai tre viene imputa una negligenza nell’assicurare la sicurezza del “circuito”. Era un giovedì pomeriggio del 21 gennaio di un anno fa e Pietro Alberto Brocca, 22enne, conosciutissimo a Chilivani e a Sassari per la sua passione per i cavalli, mentre partecipava alla quinta corsa per gentlemen del premio Austro, venne disarcionato dal mezzosangue “Ziu Pascale”, inciampato all’uscita da una curva. Il giovane fu travolto da un cavallo che gli stava dietro che a sua volta spedì sull’erba un secondo fantino. Pietro morì tre giorni dopo all’ospedale di Cisanello per i traumi alla testa e alla colonna vertebrale.

La richiesta di rinvio a giudizio verrà discussa entro la fine di aprile davanti al gup di Pisa Pietro Murano. Con la decisione della Procura di esercitare l’azione penale, i tre indagati diventano formalmente imputati. Il tema è delicato non solo perché riguarda un impianto sportivo come quello di San Rossore, la cui società di gestione è però del tutto estranea all’inchiesta. La particolarità del caso riguarda anche le contestazioni rivolte a chi, per legge, assume una posizione di garanzia in occasione delle gare ippiche come quella in cui perse la vita il giovane Rocca. Se e come le condizioni della pista, e il ruolo dei giudici di gara sulla tutela dei fantini, abbiano provocato o influito nella caduta è uno degli elementi al centro delle accuse.

Pietro Alberto, originario di Dorgali e residente a Mores sognava di iscriversi all’università per diventare veterinario. Nel frattempo aiutava il padre Francesco, conosciuto allenatore di cavalli. Il mondo dell’ippica per il giovane era il luogo naturale in cui costruire il suo futuro professionale.

L’incidente venne filmato dalle telecamere interne dell’ippodromo: Ziu Pascale toccò il cavallo davanti e l’animale proiettò il fantino a terra. Alla fine un trauma cranico gravissimo, due vertebre rotte e un polmone perforato si rivelarono fatali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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