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Sant’elia 

Quattro arresti per spaccio di eroina e coca

CAGLIARI. Sgominata dai carabinieri la cupola dello spaccio nel quartiere Sant’Elia, insediatasi dopo l’operazione “Dama” del luglio 2020 che aveva portato a 33 arresti e creato il vuoto nel...

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CAGLIARI. Sgominata dai carabinieri la cupola dello spaccio nel quartiere Sant’Elia, insediatasi dopo l’operazione “Dama” del luglio 2020 che aveva portato a 33 arresti e creato il vuoto nel fiorente mercatino rionale della droga. I quattro nuovi signori della cocaina e dell'eroina, fra cui padre e figlio, sono stati arrestati ieri mattina all’alba dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale e del reparto operativo, diretti rispettivamente dal maggiore Nicola Pilia e dal tenente colonnello Michele Tamponi, con un blitz in via Schiavazzi e piazza Demuro. Recuperati 4.900 euro in banconote di piccolo e medio taglio e oltre 50 dosi di cocaina ed eroina pronte per la vendita. Il grosso della "roba" lo tenevano presumibilmente nascosto altrove, in nascondigli ritenuti sicuri. Per la consegna usavano un singolare contenitore cilindrico dotato di magneti che veniva attaccato sotto le auto o a un palo dell’illuminazione pubblica, da dove il cliente andava poi a prendersi le dosi ordinate via telefono. Ogni giorno i pusher effettuavano almeno trenta consegne, con 15mila euro di incasso mensile.

In carcere, su ordinanza di custodia cautelare della Procura, sono finiti Diego Dario Caria, 27 anni, il cinquantenne Vincenzo Masala e il figlio Angelo di 26, mentre per Gianluca Mallus (20 anni) sono stati disposti gli arresti domiciliari. Sono indagati per il reato di spaccio di stupefacenti in concorso fra loro. Secondo quanto spiegato dagli investigatori dell’Arma, i quattro avevano creato a Sant’Elia la loro base operativa, ricavando al piano terra da scantinati e pilotis condominiali chiusi abusivamente con muri di mattoni e poi dotati di porte con grate in ferro, i punti d’appoggio della loro attività delinquenziale. Le dosi preconfezionate le tenevano in casa portandole giù a richiesta e consegnandolo con lo stratagemma del cilindretto calamitato.

I nomi dei quattro, pur non risultando coinvolti direttamente, avevano cominciato ad intrecciarsi con altri emersi nelle indagini partite dall’incendio dell’auto di un brigadiere dei carabinieri della vicina stazione di San Bartolomeo, artefice di numerosi arresti per droga a Sant’Elia. (luciano onnis)

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