[EMPTYTAG]Bagno di sangue Uccisi duemila civili
Le città chiave sono sotto assedio, a Mariupol non c’è più acqua Kiev devastata dai bombardamenti. I russi conquistano Kherson
3 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Cristoforo Spinella
<MC>ROMA
[TESTO]Un bagno di sangue. Da Kharkiv a Mariupol, dopo una settimana di guerra l'Ucraina è sepolta da un tappeto di bombe. Le città strategiche alle porte dei territori controllati dalla Russia sono assediate, la resistenza allo stremo. E a Kherson, ai confini della Crimea che Mosca si era già presa nel 2014, sembra aver definitivamente ceduto. Mentre Kiev resta nel mirino dei missili.
Oltre duemila civili uccisi, centinaia di migliaia di sfollati, le scorte di acqua e viveri sempre più scarse: un Paese in ginocchio, ma che non smette di resistere. «Non accetteremo ultimatum», ha promesso il governo di Volodymyr Zelensky, inviando la sua delegazione al secondo round di colloqui nella foresta al confine con Polonia e Bielorussia, dove è attesa stamattina. A dare qualche speranza sono le parole del capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky, che ha detto di aspettarsi un confronto sulle proposte russe «legate a un cessate il fuoco immediato». L’apertura è giunta mentre la Difesa di Mosca forniva un primo bilancio delle perdite tra i suoi soldati, con 498 uccisi e 1.597 feriti: cifre che oscurano giorni di propaganda sul successo dell'operazione militare, anche se per gli Usa sarebbero quattro volte tanto e per Kiev cinquemila.
Sul terreno l'offensiva non dà tregua. A Kharkiv i bombardamenti infliggono pesanti perdite tra i civili mentre i combattimenti proseguono per le strade. Almeno 21 persone sono morte e altre 112 sono rimaste ferite nei cannoneggiamenti di ieri, mentre col favore della notte sono atterrati i parà russi. Sotto attacco anche un ospedale. Anche «il nemico russo ha subito perdite significative», ha rivendicato il governatore Oleg Synegubov. A sud, lungo la fascia dal mar Nero al mar d'Azov, i militari russi dicono di aver conquistato Kherson. I separatisti filo-russi di Donetsk hanno circondato anche la città portuale Mariupol, dove non c'è più acqua, usando artiglieria e lanciarazzi, anche tattici e aerei. Secondo gli Usa, sono state impiegati anche «armamenti eccezionalmente letali», comprese bombe a grappolo e termobariche. «Le forze di occupazione della Federazione russa hanno fatto di tutto per bloccare l'uscita dei civili dalla città, intrappolando mezzo milione di persone», ha affermato il sindaco Vadym Boichenko.
Sono i centri cruciali per saldare il Donbass e la Crimea. Dove secondo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, «la Nato avrebbe collocato le sue basi militari», se non fosse stata annessa alla Russia. Anche Kiev resta sotto assedio. Esplosioni hanno fatto tremare la capitale ancora in serata, mentre le autorità parlano di centinaia di snodi di trasporto, edifici residenziali, ospedali e asili distrutti. I russi, ha detto Zelensky in un drammatico discorso in diretta tv, stanno cercando di «cancellare l'Ucraina, il Paese, la sua storia». Mentre il mondo insiste sulle sanzioni, nella sua riunione straordinaria l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione di condanna dell'invasione russa dell'Ucraina, con 141 Paesi che hanno votato a favore, cinque contrari e 35 astenuti. Ma la risposta militare della Nato esclude l'ipotesi di una no-fly zone, richiesta da Kiev, che rischierebbe di scatenare lo scontro diretto con la Russia. Il pericolo di incidenti appare tuttavia dietro l'angolo: ieri quattro caccia russi hanno violato lo spazio aereo svedese. «Se dovesse scoppiare - ha avvertito Lavrov - una Terza guerra mondiale sarebbe nucleare e devastante».
<MC>ROMA
[TESTO]Un bagno di sangue. Da Kharkiv a Mariupol, dopo una settimana di guerra l'Ucraina è sepolta da un tappeto di bombe. Le città strategiche alle porte dei territori controllati dalla Russia sono assediate, la resistenza allo stremo. E a Kherson, ai confini della Crimea che Mosca si era già presa nel 2014, sembra aver definitivamente ceduto. Mentre Kiev resta nel mirino dei missili.
Oltre duemila civili uccisi, centinaia di migliaia di sfollati, le scorte di acqua e viveri sempre più scarse: un Paese in ginocchio, ma che non smette di resistere. «Non accetteremo ultimatum», ha promesso il governo di Volodymyr Zelensky, inviando la sua delegazione al secondo round di colloqui nella foresta al confine con Polonia e Bielorussia, dove è attesa stamattina. A dare qualche speranza sono le parole del capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky, che ha detto di aspettarsi un confronto sulle proposte russe «legate a un cessate il fuoco immediato». L’apertura è giunta mentre la Difesa di Mosca forniva un primo bilancio delle perdite tra i suoi soldati, con 498 uccisi e 1.597 feriti: cifre che oscurano giorni di propaganda sul successo dell'operazione militare, anche se per gli Usa sarebbero quattro volte tanto e per Kiev cinquemila.
Sul terreno l'offensiva non dà tregua. A Kharkiv i bombardamenti infliggono pesanti perdite tra i civili mentre i combattimenti proseguono per le strade. Almeno 21 persone sono morte e altre 112 sono rimaste ferite nei cannoneggiamenti di ieri, mentre col favore della notte sono atterrati i parà russi. Sotto attacco anche un ospedale. Anche «il nemico russo ha subito perdite significative», ha rivendicato il governatore Oleg Synegubov. A sud, lungo la fascia dal mar Nero al mar d'Azov, i militari russi dicono di aver conquistato Kherson. I separatisti filo-russi di Donetsk hanno circondato anche la città portuale Mariupol, dove non c'è più acqua, usando artiglieria e lanciarazzi, anche tattici e aerei. Secondo gli Usa, sono state impiegati anche «armamenti eccezionalmente letali», comprese bombe a grappolo e termobariche. «Le forze di occupazione della Federazione russa hanno fatto di tutto per bloccare l'uscita dei civili dalla città, intrappolando mezzo milione di persone», ha affermato il sindaco Vadym Boichenko.
Sono i centri cruciali per saldare il Donbass e la Crimea. Dove secondo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, «la Nato avrebbe collocato le sue basi militari», se non fosse stata annessa alla Russia. Anche Kiev resta sotto assedio. Esplosioni hanno fatto tremare la capitale ancora in serata, mentre le autorità parlano di centinaia di snodi di trasporto, edifici residenziali, ospedali e asili distrutti. I russi, ha detto Zelensky in un drammatico discorso in diretta tv, stanno cercando di «cancellare l'Ucraina, il Paese, la sua storia». Mentre il mondo insiste sulle sanzioni, nella sua riunione straordinaria l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione di condanna dell'invasione russa dell'Ucraina, con 141 Paesi che hanno votato a favore, cinque contrari e 35 astenuti. Ma la risposta militare della Nato esclude l'ipotesi di una no-fly zone, richiesta da Kiev, che rischierebbe di scatenare lo scontro diretto con la Russia. Il pericolo di incidenti appare tuttavia dietro l'angolo: ieri quattro caccia russi hanno violato lo spazio aereo svedese. «Se dovesse scoppiare - ha avvertito Lavrov - una Terza guerra mondiale sarebbe nucleare e devastante».
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