La Nuova Sardegna

L’Onu si scopre più unita e condanna l’invasione

L’ampio voto a favore della risoluzione mette Mosca sempre più nell’angolo La Cina si astiene. Biden: «È una battaglia per la libertà contro la tirannia»

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[FIRMA&LUOGO]di Claudio Salvalaggio

<MC>WASHINGTON

[TESTO]Il mondo si conta all'Onu e una maggioranza schiacciante (141 sì, 5 no e 35 astenuti) approva la risoluzione contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina, chiedendo a Mosca un ritiro «immediato» delle truppe e condannando le minacce nucleari. La mossa isola ulteriormente Vladimir Putin, «il dittatore russo» cui Joe Biden ha promesso di far pagare un caro prezzo per la sua aggressione, riunendo le democrazie nella battaglia «della libertà contro la tirannia» e mettendo ora nel mirino anche gli oligarchi russi per sequestrate i «loro yacht, le loro ville e i loro jet privati».
Il voto è arrivato dopo una rara riunione di emergenza dell'assemblea generale durata tre giorni, con le arringhe finali di Washington e di Kiev, che hanno accusato il Cremlino di aver tradito la carta delle Nazioni Unite (usando anche «bombe a grappolo e termobariche» contro i civili) e di commettere «un genocidio» sulla falsariga di Hitler. La Cina, stretta alleata di Mosca ma sempre più scettica sull'invasione, si è astenuta dopo aver ammonito che «tutti avranno da perdere in una nuova guerra fredda». Idem l'India, militarmente vicina al Cremlino, Cuba e Nicaragua, generalmente allineate allo zar, come Iran, Iraq, Pakistan e Kazakhstan. Ma Putin ha perso la neutralità iniziale del Brasile di Jair Bolsonaro, che ha votato a sostegno. A favore anche il prudente mondo del Golfo: Arabia Saudita, Emirati, Oman, Qatar.
L'ambasciatore russo all'Onu Vassily Nebenzia, dopo aver negato che i civili siano nel mirino dell'esercito di Mosca, aveva chiesto di bocciare la risoluzione invocando il diritto all'autodifesa previsto dall'articolo 51 della Carta. Ma con la Russia si sono schierate solo la Bielorussia, la Siria, l'Eritrea e la Corea del Nord, che ha accusato gli occidentali di aver «distrutto la Libia, l'Iraq e l'Afghanistan». Il resto del mondo ha votato a favore. La bozza, simile a quella su cui Mosca ha messo il veto la settimana scorsa in Consiglio di Sicurezza, aveva subito negli ultimi giorni numerose modifiche, virando verso un linguaggio più moderato per ottenere il più ampio consenso possibile. Nel testo non si «condanna» più l'invasione, come inizialmente previsto, ma si «deplora con la massima fermezza l'aggressione della Russia contro l'Ucraina». Si chiede che Mosca «cessi immediatamente l'uso della forza contro l'Ucraina e si astenga da ogni ulteriore minaccia illegale o uso della forza contro qualsiasi Stato membro», e che «ritiri immediatamente, completamente e incondizionatamente tutte le sue forze militari dal territorio ucraino entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti». La risoluzione inoltre «condanna la decisione della Russia di rafforzare la messa in stato di allerta delle sue forze nucleari», un passaggio assente nel testo presentato al Consiglio di sicurezza. È stata adottata in base all'articolo 18 e quindi si traduce in «raccomandazione in materia di mantenimento di pace e sicurezza», materia di pertinenza del Consiglio di sicurezza.



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