Diario di viaggio dei pullman sardi in Ucraina: giorno 1
La missione umanitaria per portare nell'isola 100 bambini. Prima giornata del diario del viaggio dei due bus che dalla Sardegna arriveranno sino al confine con l'Ucraina per prendere i bambini
Ore 22. La colonna umanitaria partita dalla Sardegna è entrata nella Repubblica Ceca e un'ora dopo la mezzanotte di oggi 4 marzo dovrebbe raggiungere Cracovia ultima tappa prima del balzo verso il confine ucraino. Intanto si è appreso che sono 80 i bambini dell'orfanotrofio nel Donbass partiti da Odessa per raggiungere i volontari della missione umanitaria sarda. Questo gruppo si aggiunge ai 25 che domani incontreranno gli operatori del convoglio sardo.
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Ore 17. Vienna dista 300 chilometri, la meta, l’Ucraina, è mille più in la’. Fra i profughi che saranno assistiti dalla colonna della solidarietà ci sarà anche una donna incinta di quattro mesi. Intanto, tamponi e vaccini per i profughi che giungono dall’Ucraina: il ministro della Salute Roberto Speranza allerta le Asl di tutta Italia per un piano sanitario in vista degli arrivi dalle zone di guerra. Nella circolare già inviata alle Regioni il ministro evidenzia che «la copertura vaccinale per Covid-19 in Ucraina si aggira intorno al 35 per cento della popolazione, rappresentando una fra le più basse in Europa». Il punto col console ucraino Anthony Grande.
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Ore 15. Superato il confine austriaco. Il console alla frontiera con i documenti in mano che ribadiscono la missione umanitaria. Confermata da Kiev la presenza dei bambini in una borgata di Leopoli: appuntamenti domani sabato alle 12 al chek point. Preoccupano le notizie in arrivo dall’Ucraina dell’occupazione da parte dell’esercito russo della centrale nucleare Zaporizhhzia, la più grande d’Europa. Mosca avrebbe deciso di lasciare l’Ucraina al buio, per fiaccare la resistenza. Nel video le concitate telefonate fra l’interprete Elena e le famiglie che cercano di trovare un posto nella colonna della solidarietà, partita giovedì 5 marzo da Cagliari. Il presidente del gruppo interparlamentare Italia-Ucraina, Ugo Cappellacci, è in contatto continuo con i parlamentari di Kiev per trasferire piu persone possibili oltre la linea di fuoco.
Ore 14.30 - Diana è di Odessa, ha 38 anni e da sette vive a Cagliari, dove gestisce un agenzia di viaggi, con il compagno Silvio. Lei fa parte della missione dell'Anas. Con il cuore stretto, perchè nel suo Paese in guerra ci sono ancora i fratelli e il padre. "Mio fratello è riuscito a mettere in salvo la famiglia in Finlandia- spiega- ma lui ha scelto di rimanere in Ucraina per combattere. Ora è a Leopoli". Diana sa che difficilmente potrà incontrare la famiglia in questo viaggio, ma la sua missione in queste ore è un'altra: "Sto cercando di recuperare una cara amica che è riuscita a uscire dall'Ucraina.Ora è in Moldova, vogliamo portarla con noi in Sardegna".
La storia di Luca un po' diversa. Lui non è ucraino, ma bolognese, anche se da quasi 25 anni vive in Sardegna. Ha una compagna ucraina e fa parte della missione Anas, guida uno dei furgoni carichi di medicinali. Per Luca, però , il viaggio sarà più lungo degli altri. Dal confine polacco- dopo aver scaricato il mezzo- andrà a Budapest per recuperare i parenti della compagna che sono riusciti a fuggire dall'Ucraina e raggiungere l'Ungheria.
Ore 12.30 La frontiera è sempre più vicina. Al confine polacco salirà sull’autobus anche una psicologa ucraina, partita in mattinata da Kiev con una parente e due bambine. Uno degli ultimi messaggi arrivati sul telefonino del console: «A Leopoli siamo pronti a resistere anche noi». Si alza, con il passare delle ore, la fila di sacchi di sabbia. I cavalli di Frisia rallentano il traffico impazzito per i posti di blocco. Le vetrate delle chiese protette con pannelli di legno”.
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Ore 11. Cambia di nuovo il percorso della colonna: non più l’ingresso in Austria, ma il primo passaggio di frontiera dovrebbe essere sulla direttrice Venezia - Austria - Slovacchia - Polonia. A sollecitare la variazione sarebbe stato il ministero degli esteri. I contatti fra la colonna e Roma hanno come organizzatore a bordo Danilo Pes, dirigente Enel in Sardegna, con diverse esperienze di lavoro in Argentina, Brasile e Colombia. Confermato l’appuntamento di sabato alle 11, non lontano da Leopoli con i primi bambini del Donbass. Intanto la storia di Alessandro: ha 50 anni, da 20 vive in Sardegna, a Cagliari, e fa il pescatore. Ha l’atteggiamento di chi ha pianificato quasi tutto ma sa anche che sta andando a fare una cosa importante e pericolosa. Alessandro è ucraino e in queste ore sta cercando di raggiungere la sua terra per arruolarsi nelle milizie volontarie che combattono i russi. "Vinceremo questa guerra, su questo non ho dubbi - racconta con voce ferma e sicura -. Manderemo via gli invasori e Putin. Paura? È una cosa da fare, anche se ho lasciato la famiglia in Sardegna”.
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Ore 9.30 All’equipaggio della colonna si è unita , a Firenze, Elena, l’interprete ucraina: sarà fondamentale per chiudere gli ultimi contatti con il ministero per le politiche sociali di Kiev. Dalla capitale arriva la conferma che i primi 20 bambini dell’ orfanotrofio del Donbass sono stati trasferiti in un luogo sicuro. Altri dovrebbero cominciare lo stesso cammino a partire da domani sabato. E’ certo che fra i profughi in attesa della colonna della solidarietà partita giovedi 5 marzo, ci sarà anche la moglie e i quattro figli dell’ex vice ambasciatore ucraino a Roma “Abbiamo fissato un appuntamento in una frazione sicura”, sottolinea il deputato Ugo Cappellacci, presidente del gruppo interparlamentare Italia-Ucraina. Prosegue anche il viaggio delle associazioni di volontariato, con a bordo medicinali e generi di prima necessità. Da quel gruppo si staccherà, in tarda serata, il manager cagliaritano, per puntare sul confine dell’Ungheria, per tentare di portare a casa i parenti della moglie, con la quale vive a Cagliari
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Ore 8.30. Sbarcati a Livorno. La rotta e’ tracciata. Venti ore di viaggio, senza sosta, per arrivare al confine Polonia-Ucraina. Il punto di contatto è stato spostato sessanta chilometri piu a ovest, per motivi di sicurezza. Lo si è capito dopo il primo briefing della mattina fra il console Anthony Grande e il deputato Ugo Cappellacci (Forza Italia) con i loro referenti alle porte del Donbass. La situazione in Ucraina “è drammatica" raccontano le donne ucraine arrivate a Livorno e prima di salire sul minivan diretto al confine ungherese. Alessandro, il pescatore ucraino che vorrebbe combattere per la sua Patria dice:” I miei fratelli mi aspettano. Hanno un mitra anche per me”.
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Ore 7 - L’arrivo al porto di Livorno previsto alle 8. Nella notte chi si occupa della logistica ha ricevuto via sms le indicazioni sul ceck point dove sarà possibile il trasferimento dei bambini, un centinaio, a bordo dei pullman della colonna della solidarietà, partita giovedì 5 marzo dal porto di Olbia. Il punto di contatto dovrebbe essere a circa 80-100 chilometri da Leopoli, la città ucraina vicina al confine.
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Nella notte, sul telefonino del console Anthony Grande, sono arrivate altre decine di richieste. Non basterebbe il triplo dei bus per raccogliere tutti i profughi al confine polacco. I corridoi umanitari- secondo le noti che rimbalzano da Kiev - sono intasati. A bordo della nave Olbia-Livorno fra i passeggeri anche una decina di ucraine decise a rientrare in patria con qualunque mezzo. Nella hall della Cruise Europa si scambiano i video spesso drammatici dei loro familiari sotto attacco.
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Fra i passeggeri anche Alessandro, pescatore ucraino da una decina d’anni in Sardegna, ma ora vuole arruolarsi nelle milizie per difendere il suo Paese. Poi anche il manager cagliaritano diretto in auto fino a Budapest, per salvare - cosi racconta - i parenti della moglie ucraina. La coppia vive a Cagliari. “Nonostante l’annunciato cessate il fuoco - dice - li’ la situazione è drammatica. I russi hanno circondato e conquistato anche la centrale nucleare di Chernobyl. Dicono di averla messa in sicurezza, chissà se è vero”. Le donne ucraine piangono di fronte alle foto delle trincee scavate a Kiev per fermare l’avanzata dei tanks dell’Armata russa.
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