La Nuova Sardegna

Semplice e generoso, un amico vero

di Gavino Masia
Semplice e generoso, un amico vero

I compagni della Turritana: «Il nostro capitano». La scuola: «Stimato da tutti»

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PORTO TORRES. È una città senza respiro, ancora fortemente scossa dai gravissimi fatti di sabato scorso (l’omicidio e il duplice tentato omicidio di via Principessa Giovanna) quella che ieri mattina all’ora di pranzo ha appreso la brutta notizia. Una tragedia immane che lascia sgomenti. E mai come questa volta c’è poca voglia di parlare a Porto Torres. Il ricordo di Luca Baraghini è tutto legato a quel sorriso da eterno ragazzo, anche ora che era padre e aveva conosciuto il valore delle responsabilità.

I compagni degli allievi della Turritana, dirigente e tecnici se lo ricordano con la fascia da capitano; negli ambienti dove ha lavorato - perchè Luca era uno che fermo non ci stava di certo - lo indicano come uno di famiglia. Ricordarlo al passato diventa però difficile, perché c’è una reazione forte, quasi a voler rifiutare e respingere indietro la tragedia accaduta sulla strada per Stintino. E fa male solo pensarlo. Soprattutto per chi lo vedeva ogni mattina iniziare il lavoro, sorridente. «Luca, un ragazzo educato e disponibile verso i compagni e gli allenatori – ricordano alla Turritana –, con quel sorriso solare che metteva di buonumore tutto lo spogliatoio». Luca giocava terzino nella Sgs Turritana e, dopo tutta la trafila nella scuola calcio, la conquista della fascia da capitano negli allievi. Il percorso scolastico di Luca si era concluso qualche anno fa con il diploma del Nautico, all’Istituto d’istruzione superiore, e con la sede di via Lungomare aveva comunque mantenuto i contatti grazie al proficuo rapporto instaurato durante gli anni scolastici con i professori. «Siamo affranti – dice il vice preside del “Paglietti”, Pinuccio Vacca –, perché Luca Baraghini era un ragazzo splendido, conosciuto e stimato dai suoi compagni di classe e dai docenti. Una brutta notizia per tutta la scuola». Durante il percorso alternanza scuola-lavoro, inoltre, aveva partecipato al progetto con la Soprintendenza archeologica.

«Lo ricordo come un ragazzo eccezionale – racconta il presidente del consiglio comunale, Franco Satta -, semplice, generoso e mai sopra le righe. Sono costernato da questa triste notizia, provo un dolore profondo per quello che è accaduto». Dopo la scuola, il lavoro. Al bar pasticceria Il Cristallo, in particolar modo al mattino, Luca veniva a contatto con centinaia di clienti. Per la famiglia Francesconi-Schintu, proprietari de Il Cristallo, Luca era uno di casa già da quando era piccolo. Un nipote acquisito per i grandi, un fratello per gli altri. Anche per loro non ci sono parole per descrivere questa tragedia. Solo lacrime, silenzio e incredulità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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