Jet polacchi a Kiev. Varsavia frena
Blinken ci sta lavorando. Mosca avvisa: «Vi considereremo coinvolti nel conflitto»
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[FIRMA&LUOGO]di Claudio Salvalaggio
<MC>WASHINGTON
[TESTO]I Mig-29 polacchi di fabbricazione russa o sovietica all'Ucraina, dove i piloti hanno già familiarità con questo tipo di velivoli, in cambio degli F-16 americani a Varsavia. È questo lo scambio su cui spingono gli Usa per aiutare Kiev a difendere il proprio spazio aereo dagli attacchi russi, ma Varsavia frena e l'iniziativa sembra destinata a naufragare.
Finora nessuna delle parti ha il controllo dei cieli ma il Cremlino ha forze aeree soverchianti che, se fossero mobilitate pienamente, potrebbero decimare l'Ucraina. La mossa è tuttavia complicata e soprattutto pericolosa, perché rischia di allargare le ostilità alla Nato.
Il ministero della Difesa russo, che rivendica di aver distrutto «praticamente tutte le forze aeree» di Kiev, ha già avvisato che qualunque Paese ospiti aerei militari ucraini sarà coinvolto nel conflitto: «Sappiamo che ci sono alcuni aerei da combattimento in Romania e in altri Paesi confinanti. Vogliamo sottolineare che l'uso futuro di questi aerei contro la forze armate russe potrebbe essere considerato come un coinvolgimento di questi Paesi nel conflitto armato».
«Non posso parlare di un calendario ma posso dire che ci lavoriamo molto, molto attivamente», ha spiegato il capo della diplomazia americana Antony Blinken durante la sua visita in Moldavia, sottolineando che spetta comunque ai Paesi membri dell'Alleanza dare via libera all'operazione.
La prima, brusca frenata è arrivata proprio da Varsavia. L'apertura americana è arrivata dopo che Blinken ha incontrato sabato al confine polacco-ucraino il ministro degli Esteri di Kiev. «La richiesta più alta è per jet da combattimento, aerei d'attacco e sistemi di difesa aerea, se perdiamo i cieli ci sarà più sangue sul terreno», gli ha detto Dmytro Kuleba. Un appello rilanciato ieri dal presidente Volodymyr Zelensky: «Vi chiediamo ogni giorno una no fly zone, se non ce la date, almeno forniteci aerei per proteggerci. Se non ci date neanche questi, rimane una sola soluzione: anche voi volete che ci uccidano lentamente. Questa sarà anche responsabilità della politica mondiale, dei leader occidentali».
<MC>WASHINGTON
[TESTO]I Mig-29 polacchi di fabbricazione russa o sovietica all'Ucraina, dove i piloti hanno già familiarità con questo tipo di velivoli, in cambio degli F-16 americani a Varsavia. È questo lo scambio su cui spingono gli Usa per aiutare Kiev a difendere il proprio spazio aereo dagli attacchi russi, ma Varsavia frena e l'iniziativa sembra destinata a naufragare.
Finora nessuna delle parti ha il controllo dei cieli ma il Cremlino ha forze aeree soverchianti che, se fossero mobilitate pienamente, potrebbero decimare l'Ucraina. La mossa è tuttavia complicata e soprattutto pericolosa, perché rischia di allargare le ostilità alla Nato.
Il ministero della Difesa russo, che rivendica di aver distrutto «praticamente tutte le forze aeree» di Kiev, ha già avvisato che qualunque Paese ospiti aerei militari ucraini sarà coinvolto nel conflitto: «Sappiamo che ci sono alcuni aerei da combattimento in Romania e in altri Paesi confinanti. Vogliamo sottolineare che l'uso futuro di questi aerei contro la forze armate russe potrebbe essere considerato come un coinvolgimento di questi Paesi nel conflitto armato».
«Non posso parlare di un calendario ma posso dire che ci lavoriamo molto, molto attivamente», ha spiegato il capo della diplomazia americana Antony Blinken durante la sua visita in Moldavia, sottolineando che spetta comunque ai Paesi membri dell'Alleanza dare via libera all'operazione.
La prima, brusca frenata è arrivata proprio da Varsavia. L'apertura americana è arrivata dopo che Blinken ha incontrato sabato al confine polacco-ucraino il ministro degli Esteri di Kiev. «La richiesta più alta è per jet da combattimento, aerei d'attacco e sistemi di difesa aerea, se perdiamo i cieli ci sarà più sangue sul terreno», gli ha detto Dmytro Kuleba. Un appello rilanciato ieri dal presidente Volodymyr Zelensky: «Vi chiediamo ogni giorno una no fly zone, se non ce la date, almeno forniteci aerei per proteggerci. Se non ci date neanche questi, rimane una sola soluzione: anche voi volete che ci uccidano lentamente. Questa sarà anche responsabilità della politica mondiale, dei leader occidentali».
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