[NERO]A Leopoli si mettono in salvo le opere d’arte, come a Londra nel ’39
Il crocifisso del Cristo Salvatore della Cattedrale armena di Leopoli, opera lignea medioevale già scampata alla Prima e Seconda guerra mondiale, ha traslocato. I volontari lo hanno amorevolmente...
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Il crocifisso del Cristo Salvatore della Cattedrale armena di Leopoli, opera lignea medioevale già scampata alla Prima e Seconda guerra mondiale, ha traslocato. I volontari lo hanno amorevolmente accompagnato nella sua nuova casa temporanea, un bunker antiaereo. Perché a Leopoli non c'è la guerra guerreggiata, ma è meglio portarsi avanti. Le bombe non si annunciano, prima di piovere dal cielo. E per come si sta mettendo, salvare per quanto possibile il ricco patrimonio artistico della capitale per caso appare una scelta saggia. Il centro di Leopoli è patrimonio Unesco. Nella centralissima piazza del mercato le statue sono state impacchettate, le opere d'arte vengono stivate in luoghi sicuri e persino le preziosissime vetrate piombate delle chiese vengono smantellate. Basta una forte esplosione, anche solo nelle vicinanze, e addio: secoli di storia sbriciolati. «Stiamo avvolgendo le sculture con panno ignifugo, lana di vetro, un tessuto speciale e infine le proteggiamo con dei sacchi speciali», spiega Lilia Onyschenko, responsabile del dipartimento di conservazione dei beni culturali di Leopoli. «Tutto ciò non le salverà da un colpo diretto ma se ci sarà una potente onda d'urto almeno non si romperanno in mille pezzi». Si parla in questi giorni di «immagini da seconda guerra mondiale» e il paragone è davvero calzante. Leopoli fu invasa e conquistata dai nazisti e anche allora le opere d'arte furono messe al sicuro, compreso il Cristo Salvatore. Il British Museum, a Londra, si portò avanti, iniziando l'evacuazione addirittura nel 1933. Le sculture più pesanti furono ospitate nel tunnel della metropolitana di Aldwych. Una precauzione che pagò dato che il Museo fu colpito.
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