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I pescatori incrociano le braccia «Ricadute negative dal conflitto»

I pescatori incrociano le braccia «Ricadute negative dal conflitto»

SASSARI. «Una guerra che, se non sarà fermata con un accordo di pace, non mancherà di generare conseguenze disastrose non solo per chi tragicamente oggi subisce i bombardamenti, ma anche per chi li...

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SASSARI. «Una guerra che, se non sarà fermata con un accordo di pace, non mancherà di generare conseguenze disastrose non solo per chi tragicamente oggi subisce i bombardamenti, ma anche per chi li perpetra e per chi poco si adopera per impedirli, quasi indifferente alla prospettiva di una pericolosa e grave escalation». A dirlo a nome dei pescatori associati è l'Unci agroalimentare, l’unione delle cooperative italiane del settore, il cui presidente nazionale Gennaro Scognamiglio, annuncia: «I pescatori hanno deciso di fermarsi, incrociando le braccia ed indicendo una mobilitazione permanente con l'orgoglio e la tenacia di chi ogni giorno va a lavorare sfidando mare e fortuna, consapevoli che con la solidarietà si può affrontare e superare ogni avversità». «Non possiamo ignorare che il conflitto in atto – spiega – avrà anche implicazioni sull'approvvigionamento energetico, con ricadute negative sul comparto ittico. Il settore decide coraggiosamente di fermarsi, auspicando che il segnale sortisca effetti positivi». L’organizzazione esprime piena solidarietà alle popolazioni ucraine, ma anche «ai nostri pescatori che operano a sud della Sicilia, teatro di un insolito affollamento dovuto al transito di navi e sottomarini appartenenti sia alla Russia sia ai Paesi Nato». Scognamiglio si dice «favorevole alle misure di sostegno anti-crisi per il comparto ittico, ma queste da sole non bastano. Chiediamo provvedimenti utili al contenimento del prezzo del gasolio e proponiamo iniziative atte a limitare la compressione dovuta agli eccessivi costi di gestione dovuti alle spese di rifornimento». Tra le proposte, far rientrare queste giornate nel fermo tecnico aggiuntivo, a causa della mancanza di gasolio nei punti di rifornimento; l'immediata attivazione della Cig in attesa della Cisao agricola mutuata nel settore pesca; la riformulazione delle misure Feamp disponibili, che altrimenti andrebbero perse; introduzione di un credito d’imposta in percentuale sul consumo medio annuo di gasolio.



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