Il sostegno dell’ateneo di Cagliari
Niente tasse per i ragazzi ucraini Shevchenko: «Grazie Sardegna»
CAGLIARI. Esonero dal pagamento delle tasse universitarie per tutti gli studenti ucraini. E dieci borse di studio da 6.250 euro, rinnovabili per il secondo anno: il bando sarà pronto entro la...
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CAGLIARI. Esonero dal pagamento delle tasse universitarie per tutti gli studenti ucraini. E dieci borse di studio da 6.250 euro, rinnovabili per il secondo anno: il bando sarà pronto entro la prossima settimana. Sono alcune delle misure presentate dal rettore dell'Università di Cagliari Francesco Mola e dalla prorettrice all'internazionalizzazione, Alessandra Carucci, per dare una mano ai ragazzi e ai ricercatori provenienti dal Paese in guerra. Previsti anche tre assegni di ricerca di un anno del valore di 20mila euro e corsi di lingua gratuiti in favore degli studenti e dei docenti ucraini che arriveranno in Sardegna.
Attualmente sono 22 gli studenti ucraini che frequentano l’università di Cagliari: 17 ragazze e 5 ragazzi. Sono in Sardegna grazie a tre progetti Erasmus ora sospesi dalla guerra. «Ma siamo sicuri che riprenderemo il discorso», ha detto Alessandra Carucci. «Venerdi scorso a lezione di filosofia teoretica abbiamo parlato della guerra - racconta Marina, studentessa di Psicologia, visibilmente commossa durante la conferenza stampa di presentazione degli interventi dell'Università del capologuo sardo a favore dell'Ucraina -. Una bella riflessione che testimonia la solidarietà. Anche perché davanti a un conflitto è difficile andare avanti. L'appoggio però dell'ateneo è importante: ci sono stati momenti in cui sembra impossibile concentrarsi ma si deve comunque guardare avanti».
Una comunità perfettamente integrata, quella ucraina. Anastasia Bogach, 22 anni, è a Cagliari dai tempi delle elementari, studia lingue. «Sento i parenti in Ucraina e sono molto preoccupati, chi rischia di più sta cercando di scappare - spiega - Non vedo il mio Paese da dodici anni, desidero tornare. Ma tornando, vedrò solo macerie. Una situazione ingiustificabile, non riesco a capacitarmi di quello che è successo». Testimonianze drammatiche quelle di Marta Zakarchuk, 25 anni. Ha studiato al De Sanctis di Cagliari, le mancano pochi esami per laurearsi in Giurisprudenza. «Mio padre, i miei zii e i miei nonni sono ancora in Ucraina: li sento ogni giorno, appena posso. Per fortuna - spiega - sono arrivati mia zia con i bambini, li stiamo ospitando a Cagliari. Molti amici e compagni di scuola stanno combattendo. L'Ucraina nell'Ue? Sarebbe molto bello».
E un ringraziamento per l’iniziativa è arrivato, in videoconferenza da Andriy Shevchenko, per gli appassionati di calcio semplicemente Sheva. «Ringrazio l'Università – Ha detto –. La Sardegna sta dimostrano di essere al nostro fianco».
Attualmente sono 22 gli studenti ucraini che frequentano l’università di Cagliari: 17 ragazze e 5 ragazzi. Sono in Sardegna grazie a tre progetti Erasmus ora sospesi dalla guerra. «Ma siamo sicuri che riprenderemo il discorso», ha detto Alessandra Carucci. «Venerdi scorso a lezione di filosofia teoretica abbiamo parlato della guerra - racconta Marina, studentessa di Psicologia, visibilmente commossa durante la conferenza stampa di presentazione degli interventi dell'Università del capologuo sardo a favore dell'Ucraina -. Una bella riflessione che testimonia la solidarietà. Anche perché davanti a un conflitto è difficile andare avanti. L'appoggio però dell'ateneo è importante: ci sono stati momenti in cui sembra impossibile concentrarsi ma si deve comunque guardare avanti».
Una comunità perfettamente integrata, quella ucraina. Anastasia Bogach, 22 anni, è a Cagliari dai tempi delle elementari, studia lingue. «Sento i parenti in Ucraina e sono molto preoccupati, chi rischia di più sta cercando di scappare - spiega - Non vedo il mio Paese da dodici anni, desidero tornare. Ma tornando, vedrò solo macerie. Una situazione ingiustificabile, non riesco a capacitarmi di quello che è successo». Testimonianze drammatiche quelle di Marta Zakarchuk, 25 anni. Ha studiato al De Sanctis di Cagliari, le mancano pochi esami per laurearsi in Giurisprudenza. «Mio padre, i miei zii e i miei nonni sono ancora in Ucraina: li sento ogni giorno, appena posso. Per fortuna - spiega - sono arrivati mia zia con i bambini, li stiamo ospitando a Cagliari. Molti amici e compagni di scuola stanno combattendo. L'Ucraina nell'Ue? Sarebbe molto bello».
E un ringraziamento per l’iniziativa è arrivato, in videoconferenza da Andriy Shevchenko, per gli appassionati di calcio semplicemente Sheva. «Ringrazio l'Università – Ha detto –. La Sardegna sta dimostrano di essere al nostro fianco».
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