La Nuova Sardegna

Biden chiude a gas e greggio russi

La Gran Bretagna si allinea alla misura. E Mosca minaccia il blocco del metanodotto verso l’Europa

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[FIRMA&LUOGO]di Claudio Salvalaggio

<MC>WASHINGTON

[TESTO]Joe Biden alza il tiro e dopo aver affossato il Nord Stream 2 inasprisce la guerra energetica con Mosca colpendo «la maggiore arteria dell'economia russa per dare un altro potente colpo alla macchina da guerra di Putin» contro l'Ucraina. Dalla Casa Bianca, indossando una cravatta con i colori ucraini, il presidente ha annunciato ieri un ordine esecutivo che vieta l'import in Usa di petrolio, gas e carbone russi, oltre a nuovi investimenti americani diretti o indiretti nel settore energetico di quel Paese, mentre tutte le major si sono già ritirate (ultima la Shell).
«Putin non vincerà, potrà conquistare alcune città ma non un intero Paese», ha ammonito, sottolineando che grazie all'onda d'urto delle sanzioni il rublo «vale meno di un penny». Una mossa emulata da Londra, che si è impegnata ad azzerare le sue forniture di gas e petrolio dalla Russia già entro la fine del 2022.
Secondo i media giapponesi anche Tokyo sta studiando una misura analoga. Mosca ha risposto minacciando una rappresaglia: «In caso di un embargo petrolifero, abbiamo tutto il diritto di prendere una decisione corrispondente e imporre un embargo sul pompaggio di gas attraverso il gasdotto Nord Stream 1», tagliando così l'approvvigionamento dell'Europa, ha avvisato il vicepremier russo Aleksandr Novak.
Poi lo zar ha firmato un decreto che dà mandato al governo di stilare entro due settimane una lista di Paesi per i quali saranno vietati export e import di prodotti finiti e materie prime «per salvaguardare la sicurezza della Russia». «Se Putin taglia la consegna di fonti energetiche, la Germania è preparata», ha replicato il vicecancelliere tedesco Robert Habeck.
Ma è proprio questo lo scenario più temuto da molti Paesi europei, in primis Italia e Germania. Per questo anche nel nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca a cui la Ue sta lavorando non ci sarebbero le forniture di energia russa.
Del resto l'Unione europea dipende dalla Russia per il 40% del suo gas e per il 30% del suo petrolio. Per gli Usa lo stop è invece un gesto più che altro simbolico, anche se rischia di esacerbare le pressioni inflazionistiche.
Biden ha cercato di minimizzare gli effetti di una mossa sostanzialmente unilaterale che sembra dividere il fronte occidentale, spiegando di aver preso questa decisione in «stretta consultazione» con alleati e partner. «Gli Stati Uniti sono in grado di fare questo passo per la loro forte infrastruttura energetica domestica e riconoscono che non tutti i nostri alleati e partner sono ora nella posizione di unirsi a noi», ha sottolineato.
«Difendere la libertà avrà un costo anche per i consumatori americani, soprattutto alla stazione di servizio, ma farò di tutto per minimizzare l'aumento dei prezzi», ha promesso il Commander in chief. Il presidente confida non solo nell'aumento della produzione interna americana ma anche in altri Paesi alleati come l'Arabia Saudita e ostili come Iran (con cui sta negoziando l'accordo nucleare) e il Venezuela di Maduro.
Intanto il Congresso sta lavorando per impedire a Mosca di vendere le sue riserve di oro.

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