I volontari cuciono le mimetiche dei soldati La “fabbrica” nella biblioteca di Leopoli
Leopoli resiste, con quella serenità un po' nervosa e un po' colpevole di chi è sfuggito alle bombe. Sinora. Ma lo sforzo, dalle retrovie, è completo. Patriottismo a iosa. Bandiere ovunque. Lo slogan...
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Leopoli resiste, con quella serenità un po' nervosa e un po' colpevole di chi è sfuggito alle bombe. Sinora. Ma lo sforzo, dalle retrovie, è completo. Patriottismo a iosa. Bandiere ovunque. Lo slogan «nave russa fottiti», tributo agli eroi dell'isola dei Serpenti, fa capolino nelle scritte al neon dei negozi, opportunamente convertite. E poi l'impegno dei civili. Che se non imbracciano armi, imbracciano tutto il resto. Come alla biblioteca di piazza del Mercato, trasformata in fabbrica di reti mimetiche per l'esercito. Kostia ha 20 anni o poco più. Nella vita di sempre, è studente. Nella vita di ora sfiletta calzini e magliette con le forbici. Ne escono striscioline verdi marroni e beige. Pacchi e pacchi. «Per ora combatto così», sussurra con sguardo sfuggente. Intorno a lui signore, ragazzi e bambini. Dal pianterreno i coriandoli di tessuto vanno su, nelle sale di lettura. I libri sbirciano i nuovi occupanti dagli scaffali. Grandi intelaiature di legno campeggiano tra i tavoli e i volontari, con pazienza, tracciano riquadri con i fili di nylon dagli estremi. Poi drappeggiano i tessuti . E le mimetiche prendono corpo.
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