Rischio crac, Onorato scrive a Draghi
L’armatore: faccia pressione su Giorgetti per arrivare all’accordo con i creditori
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SASSARI. Il termine ultimo del 31 marzo si avvicina, Onorato ha poco più di venti giorni di tempo per siglare l’accordo con i commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria - che vantano un credito di 180 milioni di euro - e chiudere la vicenda giudiziaria legata alla richiesta di fallimento. Ma la strada verso l’intesa è in salita. L’armatore ha accusato il ministro Giancarlo Giorgetti di immobilismo. Di qui la decisione di rivolgersi direttamente a Mario Draghi. Vincenzo Onorato ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio per sollecitare un suo intervento nei confronti del ministro leghista allo Sviluppo economico «allo scopo di raggiungere in tempi rapidissimi la definizione di un accordo che consenta il pagamento dei creditori e la salvaguardia di questa realtà imprenditoriale e dei suoi 6mila dipendenti» di Moby-Cin. Il fondatore ed unico azionista del Gruppo omonimo, Vincenzo Onorato ha ripercorso le vicende legate a Tirrenia che, proprio ieri, sono state discusse in un faccia a faccia tra i vertici di Moby-Cin e i commissari di Tirrenia in Amministrazione straordinaria. Si tratta del secondo incontro al Mise, dopo quello della settimana scorsa e nel quale non si è superato lo stallo sull'intesa che deve essere raggiunta entro il 31 marzo, come stabilito dal Tribunale di Milano. «Mi risulta davvero difficile comprendere come sia possibile che il Mise, contrariamente a quanto fatto per altre realtà imprenditoriali della Nazione, non consenta, con tutta evidenza, al Gruppo Onorato, che costituisce una delle più importanti infrastrutture italiane, la prima per il trasporto su mare – si legge nella missiva – di Onortato – il raggiungimento di un accordo che comporterebbe il mantenimento di quest'ultima e la conservazione di circa 6mila posti di lavoro. Mi risulta ancora più difficile comprendere quali possano essere i motivi sottesi a ciò se non alla luce della conclamata vicinanza e personale amicizia, per ripetutamente evidenziata dalla stampa». Nei giorni scorso l’armatore aveva accusato il gruppo Grimaldi e la Lega di Salvini di portare avanti una strategia per fare fallire il suo gruppo. Dichiarazioni respinte al mittente sia dall’armatore concorrente che dal segretario del Carroccio.
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