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Sanità, la riforma ancora zoppica

Sanità, la riforma ancora zoppica

L’assessore Nieddu e la responsabile dell’Ares sentiti in Commissione sanità

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CAGLIARI. La commissione Sanità della Regione ha ascoltato il nuovo direttore generale dell’Ares Anna Maria Tomasella e l’assessore Mario Nieddu sullo stato di attuazione della riforma. Nella sua relazione la responsabile dell’Ares ha confermato che la divisione sostanziale fra Ares ed Asl è ormai nei fatti e che la prima avrà prevalentemente compiti organizzativi mentre le seconde si concentreranno sul servizio sanitario, mantenendo solo alcune funzioni amministrative.

Su questa “cornice” normativa si è sviluppato all’interno della commissione un articolato dibattito. Secondo Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo) l’Ares «deve fornire servizi al sistema ma non esercitare il ruolo di super-governo della sanità regionale, oltretutto con un numero esagerato di dipendenti». Mentre per Michele Cossa (Riformatori) «l’uscita dall’azienda unica decisa dal Consiglio regionale è irreversibile, però bisogna accelerare l’attuazione della riforma». Daniele Cocco (Leu) ha evidenziato il fatto che il sistema regionale «è bloccato dall’incertezza sui confini fra Ares ed Asl, con gravi danni per i cittadini, determinati anche dalla lungaggini dei concorsi». E di riforma rimasta a metà strada ha parlato anche Gianfranco Ganau (Pd) mentre Saiu (Lega) ha auspicato una riflessione più ampia, chiedendo però dati precisi sulla distribuzione del personale (medico e non) nelle diverse aziende. «A quasi due mesi dall’approvazione della legge – ha ricordato Francesco Agus dei Progressisti – si procede con le interpretazioni e nel frattempo si sta andando incontro ad uno scenario non facile, fra “coda” della pandemia e liste d’attesa».

Maria Tomasella ha fornito alcuni chiarimenti premettendo che l’Ares avrà sempre una componente sanitaria. La manager ha chiarito che il personale sanitario in Ares, si occupa delle verifiche sull’appropriatezza dei ricoveri, delle liste d’attesa (quest’ultima competenza verrà poi decentrata), della sanità digitale, della medicina convenzionata, di formazione, di ingegneria chimica e di risk-management. L’assessore della Sanità Mario Nieddu, da parte sua, ha assicurato che la riforma andrà avanti, anche se nel passaggio dal testo di legge alla realtà sono emersi aspetti da approfondire e migliorare. Non c’è dubbio, però, che la sanità sarda ha molto bisogno delle persone e sarebbero in arrivo novità proprio in materia di personale, sia per gli assunti “covid” il cui contratti potrebbero essere prorogati almeno fino al 30 settembre, e le graduatorie degli infermieri che dovrebbero essere sbloccate a breve, sia infine per la mobilità extra Regione di 36 medici, che hanno scelto di rientrare in Sardegna.

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