La Nuova Sardegna

È il nucleare l’incubo da scacciare

di Andrea Arru*

La guerra appartiene al patrimonio genetico della specie umana. È un peccato originale che i nostri antenati hanno commesso nel momento in cui hanno iniziato ad organizzarsi in gruppi sociali. Fin...

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La guerra appartiene al patrimonio genetico della specie umana. È un peccato originale che i nostri antenati hanno commesso nel momento in cui hanno iniziato ad organizzarsi in gruppi sociali. Fin dall’antichità, attaccare, combattere e vincere gli avversari, era il modo migliore per espandere i propri confini e dominare i nemici. Nei secoli, sono state condotte molte guerre considerate assolutamente necessarie. Si pensi alla seconda guerra mondiale, combattuta per liberare l’Europa dal regime nazifascista. In realtà, la guerra è sempre e solo un mezzo di morte e distruzione, qualunque sia il fine. Anche oggi è difficile credere che l’essere umano proponga un conflitto per il bene dell’umanità, finirebbe per fare gli stessi errori del passato. Anzi, dare inizio a una nuova guerra in quest’epoca, non può fare altro che peggiorare la situazione degli equilibri politici ed economici mondiali. Attualmente l’obiettivo della pace dovrebbe essere l’unica via percorribile per evitare grandi catastrofi a causa della potenza delle armi nucleari e biologiche dell’era moderna. Infatti, in quest’era tecnologica, un conflitto tra le grandi potenze potrebbe assumere proporzioni enormi e sfuggire al controllo dell’umanità stessa. Invece è accaduto. La notte del 24 febbraio è scoppiata la guerra fratricida tra la Russia e l’Ucraina. I soldati hanno sostituito il dialogo, la via della diplomazia ha fallito. Ora i carri armati calpestano l’erba dell’Ucraina. Nei mari europei c’è un’imponente presenza di sommergibili militari, nei cieli sfrecciano aerei da guerra. Preoccupa la dipendenza energetica dell’Unione europea dalla Russia. Tormenta la paura dell’uso di armi nucleari. Dopo l’invasione dell’Ucraina, i paesi della Nato guardano in faccia l’inizio di una lunghissima notte buia perché sono sempre più concreti i rischi di un coinvolgimento nel conflitto per la difesa dell’Ucraina e della democrazia. Questa volta l’Europa siede su una polveriera. Come in ogni guerra, l’ansia di evoluzioni, aggiornamenti, notizie, inquieta e fa perdere il sonno. Quando scoppia un conflitto non è facile comprendere fino in fondo le ragioni e le colpe dell’una o dell’altra parte. L’analisi dei torti e delle ragioni è inutile e difficile. Quando scoppia un conflitto, gli uomini perdono la razionalità, diventano violenti. Tanto maggiore è il loro potere, tanto più forte è la tentazione di scegliere la violenza per prevaricare gli avversari e ottenere sempre di più, provocando lo scontro. Allora c’è un momento in cui bisogna decidere se stare con la democrazia o con la dittatura. Oggi l’Unione europea, la Nato e i paesi alleati hanno scelto la democrazia in difesa del popolo ucraino. Allora sarà guerra contro il totalitarismo e il dispotismo, cercando di evitare conseguenze disastrose per il genere umano.

*Andrea frequenta il Liceo Azuni di Sassari

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