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L’esperto: «Hanno dimostrato grande coraggio»

L’esperto: «Hanno dimostrato grande coraggio»

Il ricercatore Oppo: «In 25 anni di incontri la vittima non aveva mai perdonato il suo aguzzino»

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NUORO. «In venticinque anni di incontri e lavoro sul bullismo, sui ragazzi e sulle scuole, non era mai successo che la vittima perdonasse la sua ... uso un termine forte, perdonatemi ... aguzzina e viceversa. È qui che nasce l’incontro. Non conosco altre storie di bullismo nelle quali sia accaduto questo».

È persino un po’ commosso Gianfranco Oppo, ricercatore della cooperativa Lariso che da ormai tre lustri lavora nel campo dei giovani ed è stata anche una vera pioniera nell’affrontare il problema del bullismo. «Questa è la dimostrazione che investire nell’educazione degli adolescenti ripaga, e quanto ripaga ... – aggiunge – e oggi, queste due ragazze qui davanti a noi hanno dimostrato entrambe coraggio, un grande coraggio».

«Come cooperativa Lariso ci occupiamo del tema del bullismo ormai da tantissimi anni – spiega Silvio Obinu, responsabile della Lariso – sin dal 1997 il professor Oppo ha iniziato il suo lavoro su questo tema e abbiamo per primi proposto sul nostro territorio una ricerca su questo tema. Circa duemila interviste, un campione particolarmente rappresentativo per una ricerca sociale, su un tema che allora era assolutamente nuovo per il territorio. E da lì abbiamo cominciato ad arricchire la nostra banca dati sul tema».

Negli anni, il lavoro della Lariso si è indirizzato tanto anche sul versante della prevenzione, nel cercare di contrastare ogni forma di bullismo attraverso anche decine di incontri nel territorio, nelle scuole, con i genitori. Nel 2007, poi, come ricorda ancora l’esperto Obinu, la Lariso fa nascere il primo Osservatorio territoriale sul bullismo. Una esperienza unica in Sardegna e rara in tutta Italia. Insieme alla Lariso, il promotore era stato l’allora vicequestore Fabrizio Mustaro. «Vi erano coinvolti Questura, il Comune, la Provincia, l’Asl, il centro giustizia minorile – ricordano i ricercatori della cooperativa sociale – poi abbiamo cercato anche di dare un’anima a questo osservatorio. Poi dopo dieci anni di lavoro, purtroppo negli ultimi anni questa esperienza si è arenata per questioni legate ad aspetti burocratici, e a noi dispiace moltissimo perché qualche anno fa abbiamo portato anche l’esperienza dell’Osservatorio al tribunale di Milano. Ma noi non ci siamo fermati comunque e continuiamo a lavorare sul tema del bullismo perché pensiamo che parlare con i ragazzi sia la cosa più importante». (v.g.)

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