Raid sull’ospedale pediatrico
Zelensky: «Bambini e donne sotto le macerie, un attacco atroce». Mosca non si ferma
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[FIRMA&LUOGO]di Luca Mirone
<MC>ROMA
[TESTO]Carcasse di automobili nel cortile dell'ospedale pediatrico e di maternità di Mariupol, completamente sventrato. In Ucraina le speranze di una giornata meno cruenta, dopo l'apertura di sei corridoi umanitari, sono svanite. Oscurate dall'ennesimo dramma di vittime innocenti, donne e bambini, rimasti sotto le macerie per un «atroce attacco delle truppe russe», ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky.
Le immagini del disastro hanno provocato indignazione e condanna: donne incinte in stato di shock portate via in barella, altre col volto coperto di sangue aiutate a uscire dallo scheletro dell'edificio da familiari e soccorritori. «Un ospedale per la maternità nel centro della città, un reparto pediatrico e un dipartimento di medicina interna sono stati distrutti durante l'attacco aereo russo su Mariupol», ha annunciato il capo dell'amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko. «Il reparto maternità non esiste più, molte donne sono rimaste ferite e uccise», ha aggiunto il numero due della polizia nazionale Vyacheslav Abroskin.
Da Kiev Zelensky ha accusato i russi di un «attacco diretto all'ospedale di maternità», parlando di «bambini e donne sotto le macerie». In seguito sono stati accertati diversi feriti, almeno 17, incluse donne partorienti, ma il bilancio rischia di aumentare. «Un'atrocità», ha tuonato il leader ucraino, che ha rinnovato l'appello agli occidentali a «chiudere i cieli» per non rendersi «complici». «Avete il potere di farlo, ma sembra che stiate perdendo l'umanità», ha commentato sconsolato.
L'attacco all'ospedale è un altro durissimo colpo ad una città in condizioni «apocalittiche» a causa dell'assedio russo, come ha constatato la Croce Rossa. Per il quinto giorno consecutivo è fallito il tentativo di un'evacuazione di massa, perché «siamo sotto continuo attacco», ha affermato il vicesindaco di Sergiy Orlov, che ha parlato di «1.170 morti» dall'inizio del conflitto. Decine seppelliti in fosse comuni. Con i residenti senza acqua, riscaldamento ed elettricità. «Oltre 400.000 persone in ostaggio», ha denunciato Kiev.
Per i russi la narrativa sul disastro umanitario è opposta: tutta colpa delle «orribili azioni dei nazionalisti» ucraini, che costringono i civili a restare per costruire barricate, ha sostenuto il ministero della Difesa di Mosca. Oltre a Mariupol, le parti in conflitto hanno aperto altre cinque vie di fuga per i civili, per 12 ore. A Sumy, nel nord-est, ed a Enerhodar, nel sud, convogli di auto e autobus si sono messi in marcia senza troppi problemi. Al contrario, i mezzi con gli sfollati nella zona di Kharkiv, a Izyum, secondo le autorità locali sono stati «ostacolati dai bombardamenti russi».
Non è andata meglio nel corridoio di Kiev. Il consiglio comunale del sobborgo di Bucha ha riferito che il passaggio di 50 autobus è stato bloccato. Nella capitale ucraina l'allarme umanitario cresce di pari passo con l'avvicinamento dei tank russi. Possiamo resistere soltanto «una settimana» in caso di assedio, ha stimato il sindaco Vitali Klitschko. Che ha descritto una guerra arrivata a «10 chilometri dal centro», mezzi blindati russi che «girano intorno da due settimane» ed i soldati che «cercano di farsi strada nei quartieri».
<MC>ROMA
[TESTO]Carcasse di automobili nel cortile dell'ospedale pediatrico e di maternità di Mariupol, completamente sventrato. In Ucraina le speranze di una giornata meno cruenta, dopo l'apertura di sei corridoi umanitari, sono svanite. Oscurate dall'ennesimo dramma di vittime innocenti, donne e bambini, rimasti sotto le macerie per un «atroce attacco delle truppe russe», ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky.
Le immagini del disastro hanno provocato indignazione e condanna: donne incinte in stato di shock portate via in barella, altre col volto coperto di sangue aiutate a uscire dallo scheletro dell'edificio da familiari e soccorritori. «Un ospedale per la maternità nel centro della città, un reparto pediatrico e un dipartimento di medicina interna sono stati distrutti durante l'attacco aereo russo su Mariupol», ha annunciato il capo dell'amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko. «Il reparto maternità non esiste più, molte donne sono rimaste ferite e uccise», ha aggiunto il numero due della polizia nazionale Vyacheslav Abroskin.
Da Kiev Zelensky ha accusato i russi di un «attacco diretto all'ospedale di maternità», parlando di «bambini e donne sotto le macerie». In seguito sono stati accertati diversi feriti, almeno 17, incluse donne partorienti, ma il bilancio rischia di aumentare. «Un'atrocità», ha tuonato il leader ucraino, che ha rinnovato l'appello agli occidentali a «chiudere i cieli» per non rendersi «complici». «Avete il potere di farlo, ma sembra che stiate perdendo l'umanità», ha commentato sconsolato.
L'attacco all'ospedale è un altro durissimo colpo ad una città in condizioni «apocalittiche» a causa dell'assedio russo, come ha constatato la Croce Rossa. Per il quinto giorno consecutivo è fallito il tentativo di un'evacuazione di massa, perché «siamo sotto continuo attacco», ha affermato il vicesindaco di Sergiy Orlov, che ha parlato di «1.170 morti» dall'inizio del conflitto. Decine seppelliti in fosse comuni. Con i residenti senza acqua, riscaldamento ed elettricità. «Oltre 400.000 persone in ostaggio», ha denunciato Kiev.
Per i russi la narrativa sul disastro umanitario è opposta: tutta colpa delle «orribili azioni dei nazionalisti» ucraini, che costringono i civili a restare per costruire barricate, ha sostenuto il ministero della Difesa di Mosca. Oltre a Mariupol, le parti in conflitto hanno aperto altre cinque vie di fuga per i civili, per 12 ore. A Sumy, nel nord-est, ed a Enerhodar, nel sud, convogli di auto e autobus si sono messi in marcia senza troppi problemi. Al contrario, i mezzi con gli sfollati nella zona di Kharkiv, a Izyum, secondo le autorità locali sono stati «ostacolati dai bombardamenti russi».
Non è andata meglio nel corridoio di Kiev. Il consiglio comunale del sobborgo di Bucha ha riferito che il passaggio di 50 autobus è stato bloccato. Nella capitale ucraina l'allarme umanitario cresce di pari passo con l'avvicinamento dei tank russi. Possiamo resistere soltanto «una settimana» in caso di assedio, ha stimato il sindaco Vitali Klitschko. Che ha descritto una guerra arrivata a «10 chilometri dal centro», mezzi blindati russi che «girano intorno da due settimane» ed i soldati che «cercano di farsi strada nei quartieri».
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