«Torniamo a Uri con il magazzino della birra»
Roberto Sanna
Fabio Scarpa e Chicco Galia hanno trasferito a Sassari la produzione ma continuano a investire in paese: un locale di degustazione frutto di un sapiente restauro
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Il birrificio Dolmen ha dovuto abbandonare per forza di cose la sua storica sede di Uri ma il titolare Fabio Scarpa non ha voluto tagliare ilo cordone col suo paese e ha tirato fuori dal cilindro un’altra idea vincente che viaggia... a 100 Watt. È questo il nome del locale dedicato alla degustazione di birre artigianali e vini di qualità che Scarpa ha inaugurato qualche settimana fa nel cuore del centro storico del paese insieme al suo compagno di viaggio Cristoforo “Chicco” Galia.
«Andare via dal paese dopo tanti anni è stata una scelta sofferta e purtroppo inevitabile – racconta –, volevamo crescere a livello imprenditoriale e ci serviva una struttura più grande che a Uri, dove non esiste una zona industriale, non era possibile costruire. Ci siamo così trasferiti in un capannone di Predda Niedda, ma le nostre radici restano ben salde in questo paese dove siamo nati e cresciuti come birrificio. E alla prima occasione ci siamo lanciati in questa nuova avventura». L’idea era quella di allontanarsi dai classici canoni del bar e proporre qualcosa di innovativo, che potesse anche servire come punto di appoggio per le iniziative legate al birrificio. E arrivare alla realizzazione è stata la questione di una sera, una chiacchierata con un amico di sempre, la convinzione di potercela fare e poi la scelta, azzeccatissima, di installarsi in pieno centro per contribuire a recuperare uno degli scorci più belli del paese, una piazzetta situata proprio di fronte a una chiesetta antica. Un vecchio magazzino è diventato così un moderno locale di degustazione piccolo e accogliente, curato con perfezione maniacale in stile post-industriale tra mattoni rossi e oggetti di metallo forgiati dalle sapienti mani del fabbro. Un locale multi-tasking e anche multi-tasting, dove si possono degustare prodotti di qualità in un contesto molto tranquillo e innovativo. Proprio la location è uno dei punti di forza su diversi fronti. Intanto perché d’estate la piazzetta darà il meglio di sé dal punto di vista del volume di affari grazie ai tavolini all’aperto, poi perché i titolari del locale hanno stretto un accordo con l’amministrazione comunale per contribuire a riqualificare e rivitalizzare quell’angolo del centro storico: «Abbiamo deciso di destinare una parte dei nostri guadagni proprio alla riqualificazione e alla manutenzione della piazzetta, vogliamo fare qualcosa di tangibile per il nostro paese» spiega Fabio Scarpa, che ha già in testa mille progetti dopo una partenza sicuramente felice. «I primi riscontri sono positivi ed è importante – dice –, sicuramente la nostra proposta è diversa e anche impegnativa economicamente per chi viene a trovarci: le birre artigianali sono sicuramente un’altra cosa, bevi in un certo modo ma è chiaro che spendi qualcosa in più. Stessa cosa per i vini, abbiamo cercato di selezionare i prodotti in cantina cercando le migliori etichette del territorio. Funziona bene anche il servizio enoteca, più di una persona, magari prima di un pranzo o una cena a casa di amici e parenti, è venuta a comprare una buona bottiglia da noi. Anche per il personale abbiamo scelto il meglio, figure professionali e capaci che assicurano la giusta qualità anche nel servizio ai tavoli e nei consigli che possiamo dare ai clienti».
Un territorio tutto da scoprire poi è quello degli eventi a tema, tutti improntati al mangiare e bere di qualità. Il primo è in programma giovedì prossimo, con una degustazione abbinata ai salumi sardi di Michelangelo Salis, e ne seguiranno altri. Un altro filone sarà quello dei corsi di degustazione e degli abbinamenti.
Le idee non mancano, insomma, in questo paese che da anni ha scoperto la birra artigianale e vuole ritagliarsi un piccolo spazio autonomo dove far brillare le proprie eccellenze.
«Andare via dal paese dopo tanti anni è stata una scelta sofferta e purtroppo inevitabile – racconta –, volevamo crescere a livello imprenditoriale e ci serviva una struttura più grande che a Uri, dove non esiste una zona industriale, non era possibile costruire. Ci siamo così trasferiti in un capannone di Predda Niedda, ma le nostre radici restano ben salde in questo paese dove siamo nati e cresciuti come birrificio. E alla prima occasione ci siamo lanciati in questa nuova avventura». L’idea era quella di allontanarsi dai classici canoni del bar e proporre qualcosa di innovativo, che potesse anche servire come punto di appoggio per le iniziative legate al birrificio. E arrivare alla realizzazione è stata la questione di una sera, una chiacchierata con un amico di sempre, la convinzione di potercela fare e poi la scelta, azzeccatissima, di installarsi in pieno centro per contribuire a recuperare uno degli scorci più belli del paese, una piazzetta situata proprio di fronte a una chiesetta antica. Un vecchio magazzino è diventato così un moderno locale di degustazione piccolo e accogliente, curato con perfezione maniacale in stile post-industriale tra mattoni rossi e oggetti di metallo forgiati dalle sapienti mani del fabbro. Un locale multi-tasking e anche multi-tasting, dove si possono degustare prodotti di qualità in un contesto molto tranquillo e innovativo. Proprio la location è uno dei punti di forza su diversi fronti. Intanto perché d’estate la piazzetta darà il meglio di sé dal punto di vista del volume di affari grazie ai tavolini all’aperto, poi perché i titolari del locale hanno stretto un accordo con l’amministrazione comunale per contribuire a riqualificare e rivitalizzare quell’angolo del centro storico: «Abbiamo deciso di destinare una parte dei nostri guadagni proprio alla riqualificazione e alla manutenzione della piazzetta, vogliamo fare qualcosa di tangibile per il nostro paese» spiega Fabio Scarpa, che ha già in testa mille progetti dopo una partenza sicuramente felice. «I primi riscontri sono positivi ed è importante – dice –, sicuramente la nostra proposta è diversa e anche impegnativa economicamente per chi viene a trovarci: le birre artigianali sono sicuramente un’altra cosa, bevi in un certo modo ma è chiaro che spendi qualcosa in più. Stessa cosa per i vini, abbiamo cercato di selezionare i prodotti in cantina cercando le migliori etichette del territorio. Funziona bene anche il servizio enoteca, più di una persona, magari prima di un pranzo o una cena a casa di amici e parenti, è venuta a comprare una buona bottiglia da noi. Anche per il personale abbiamo scelto il meglio, figure professionali e capaci che assicurano la giusta qualità anche nel servizio ai tavoli e nei consigli che possiamo dare ai clienti».
Un territorio tutto da scoprire poi è quello degli eventi a tema, tutti improntati al mangiare e bere di qualità. Il primo è in programma giovedì prossimo, con una degustazione abbinata ai salumi sardi di Michelangelo Salis, e ne seguiranno altri. Un altro filone sarà quello dei corsi di degustazione e degli abbinamenti.
Le idee non mancano, insomma, in questo paese che da anni ha scoperto la birra artigianale e vuole ritagliarsi un piccolo spazio autonomo dove far brillare le proprie eccellenze.
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