Il vicino di casa gli dà fuoco salvato dall’autista del bus
di Dario Budroni
La vittima ha ustioni nel 70 per cento del corpo. L’aggressore è stato arrestato
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OLBIA. Lo hanno visto sbucare da un angolo totalmente avvolto dalle fiamme. Si è lanciato verso la strada, poi ha cercato di salire a bordo dell’autobus fermo al capolinea. «Aiutatemi, vado a fuoco», ha gridato. L’autista del mezzo ha quindi imbracciato l’estintore e ha spento le fiamme che avevano già divorato pelle e vestiti dell’uomo. Antonio Cozzolino, 49 anni, in città conosciuto come Tony, non è rimasto vittima di un incidente: è stato un suo vicino di casa a dargli fuoco, dopo l’ennesima lite. Lo ha cosparso di benzina e poi ha passato il pollice sulla rotella del suo accendino. Tutto è accaduto nel giro di pochi secondi: via Petta, nel rione di San Nicola, a Olbia, ieri mattina è sprofondata in un totale stato di choc. Tony Cozzolino, olbiese, subito soccorso, si trova ora ricoverato all’ospedale di Sassari, in rianimazione. Le sue condizioni sono gravi: le ustioni, di secondo e terzo grado, riguardano il 70 per cento del suo corpo. L’aggressore, Davide Iannelli, 48 anni, originario di Napoli, mentre le forze dell’ordine avevano già cominciato a dargli la caccia, alla fine si è costituito direttamente in commissariato. Arrestato, è stato quindi trasferito nel carcere di Bancali. Difeso dagli avvocati Cristina e Abele Cherchi, Iannelli deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio. L’udienza di convalida è prevista per oggi o al massimo per lunedì. Indaga la squadra anticrimine della polizia di Olbia, guidata dal commissario Lino Collu e coordinata dal vice questore Fabio Scanu. Il pm che si sta occupando del caso è Ilaria Corbelli.
I precedenti. Tony Cozzolino e Davide Iannelli risiedono nello stesso palazzo, nelle case popolari all’angolo tra via Petta e via Eleonora d’Arborea. I due non andavano d’accordo. Da anni si scambiavano dispetti, prepotenze, sguardi minacciosi, denunce. La situazione era nota e più volte le forze dell’ordine erano dovute intervenire in via Petta. Un odio profondo che ieri è sfociato in dramma. Il caso non sarebbe comunque collegato ai recenti fatti che hanno interessato la stessa palazzina, sotto la quale, lo scorso febbraio, erano state date alle fiamme alcune auto nell’ambito di presunti giri di spaccio di droga. Sia Cozzolino che Iannelli sono noti alle forze dell’ordine. In particolare il primo, tra le altre cose anni fa arrestato con l’accusa di aver sequestrato e seviziato un uomo insieme ad altri complici.
L’agguato. Ci sarebbe dunque l’ennesima lite tra vicini all’origine di ciò che è accaduto ieri mattina, attorno alle 9. Iannelli, che nascondeva una bottiglia contenente del liquido infiammabile, probabilmente benzina, avrebbe atteso Cozzolino davanti al portone del palazzo. Prima ha svuotato la bottiglia addosso al rivale, poi ha tirato fuori l’accendino. Le fiamme hanno subito avvolto il 49enne. L’uomo si è quindi diretto verso la vicina strada in cerca di aiuto. Ha visto un autobus in sosta al capolinea e ha provato a fiondarsi dentro. L’autista del mezzo, che è riuscito a non far salire Cozzolino a bordo, ha quindi tirato fuori l’estintore e ha spento le fiamme, mentre un altro uomo ha contribuito a soffocare il fuoco con un giubbotto. Ancora cosciente, Cozzolino è stato soccorso dal personale del 118 e quindi trasportato d’urgenza a Sassari. Una scena terribile, per chi si trovava in quel momento in via Petta. Subito sono corsi gli agenti del commissariato di polizia, i carabinieri e i vigili del fuoco. La zona è stata transennata e la scientifica ha fotografato e raccolto la bottiglia di plastica che conteneva la benzina e l’accendino rosso che sarebbe stato utilizzato da Iannelli per dare fuoco a Cozzolino. Sul marciapiede e sul muro della palazzina sono rimasti i segni delle fiamme e i brandelli dei vestiti indossati dalla vittima. Invece l’aggressore si è presentato poco dopo nel commissariato di polizia, spiegando di essere lui l’autore del gesto atroce. La tensione, anche all’interno del palazzo, si è protratta fino al pomeriggio.
I precedenti. Tony Cozzolino e Davide Iannelli risiedono nello stesso palazzo, nelle case popolari all’angolo tra via Petta e via Eleonora d’Arborea. I due non andavano d’accordo. Da anni si scambiavano dispetti, prepotenze, sguardi minacciosi, denunce. La situazione era nota e più volte le forze dell’ordine erano dovute intervenire in via Petta. Un odio profondo che ieri è sfociato in dramma. Il caso non sarebbe comunque collegato ai recenti fatti che hanno interessato la stessa palazzina, sotto la quale, lo scorso febbraio, erano state date alle fiamme alcune auto nell’ambito di presunti giri di spaccio di droga. Sia Cozzolino che Iannelli sono noti alle forze dell’ordine. In particolare il primo, tra le altre cose anni fa arrestato con l’accusa di aver sequestrato e seviziato un uomo insieme ad altri complici.
L’agguato. Ci sarebbe dunque l’ennesima lite tra vicini all’origine di ciò che è accaduto ieri mattina, attorno alle 9. Iannelli, che nascondeva una bottiglia contenente del liquido infiammabile, probabilmente benzina, avrebbe atteso Cozzolino davanti al portone del palazzo. Prima ha svuotato la bottiglia addosso al rivale, poi ha tirato fuori l’accendino. Le fiamme hanno subito avvolto il 49enne. L’uomo si è quindi diretto verso la vicina strada in cerca di aiuto. Ha visto un autobus in sosta al capolinea e ha provato a fiondarsi dentro. L’autista del mezzo, che è riuscito a non far salire Cozzolino a bordo, ha quindi tirato fuori l’estintore e ha spento le fiamme, mentre un altro uomo ha contribuito a soffocare il fuoco con un giubbotto. Ancora cosciente, Cozzolino è stato soccorso dal personale del 118 e quindi trasportato d’urgenza a Sassari. Una scena terribile, per chi si trovava in quel momento in via Petta. Subito sono corsi gli agenti del commissariato di polizia, i carabinieri e i vigili del fuoco. La zona è stata transennata e la scientifica ha fotografato e raccolto la bottiglia di plastica che conteneva la benzina e l’accendino rosso che sarebbe stato utilizzato da Iannelli per dare fuoco a Cozzolino. Sul marciapiede e sul muro della palazzina sono rimasti i segni delle fiamme e i brandelli dei vestiti indossati dalla vittima. Invece l’aggressore si è presentato poco dopo nel commissariato di polizia, spiegando di essere lui l’autore del gesto atroce. La tensione, anche all’interno del palazzo, si è protratta fino al pomeriggio.
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