La Nuova Sardegna

Indagato il medico no vax era sospeso ma lavorava

di Nadia Cossu
Indagato il medico no vax era sospeso ma lavorava

Ittiri, non poteva esercitare ma seguiva 1.300 pazienti: inchiesta della Procura  Chiedeva che gli assistiti raccogliessero le firme a favore della sua riabilitazione

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SASSARI. Più di 1.300 pazienti da seguire, ma dichiaratamente no vax. Due cose inconciliabili. Per questo, come da prassi ormai consolidata, l’Ordine aveva sospeso un medico di famiglia di Ittiri. Non poteva esercitare la professione, non poteva visitare, né prescrivere farmaci, esami o consulti specialistici. Ma quel provvedimento al dottore era scivolato addosso e aveva continuato a lavorare nel suo ambulatorio.

Aveva fatto anche di più. Radunando il maggior numero di pazienti in una chat di whatsapp, li aveva invitati ad avviare una raccolta firme per chiedere all’Ordine dei medici la revoca della sua sospensione. Convinto, probabilmente, del fatto che se centinaia di persone avessero manifestato la necessità di riavere il loro dottore, lui sarebbe potuto tornare in ambulatorio e riprendere regolarmente l’attività.

Ma la vicenda non è sfuggita alla Procura della Repubblica di Sassari che ha aperto un’inchiesta nei suoi confronti. Il medico è stato iscritto nel registro degli indagati per esercizio abusivo della professione mentre lo studio è stato messo sotto sequestro preventivo.

La magistratura sassarese negli ultimi tempi ha mostrato un’attenzione particolare verso questo tipo di condotte. Un medico che ha manifestato la sua contrarietà alle vaccinazioni anti covid – e che in teoria potrebbe sconsigliarle anche ai propri pazienti – non può esercitare la professione. È una regola che non ammette eccezioni e chi non si adegua alle disposizioni va sospeso.

Il provvedimento era stato adottato anche nei confronti del medico di Ittiri che a quanto pare non aveva mai nascosto la sua “avversione” verso i vaccini contro il virus. Eppure lui aveva continuato a lavorare e a ricevere i suoi assistiti.

Comprensibile come in poco tempo la voce si sia sparsa di casa in casa. E di bocca in bocca. Fino ad arrivare sul tavolo del sostituto procuratore Paolo Piras che ha indagato il medico di famiglia.

Si tratta del secondo caso nel Sassarese. Di recente, un altro professionista di Alghero è finito sotto inchiesta. In quel caso l’ipotesi di reato contestata era leggermente diversa. Si trattava infatti di omicidio colposo in esercizio abusivo della professione. Anche in quel caso, infatti, il medico era stato sospeso dall’Ordine per non aver completato il ciclo vaccinale ma, a differenza del collega di Ittiri, aveva visitato un’anziana paziente andando personalmente nella sua abitazione. La donna, non vaccinata e poi risultata positiva al covid, era morta dopo poco. Secondo i suoi familiari era stato proprio il medico di famiglia a consigliarle di non fare il vaccino. Da qui l’ipotesi di omicidio colposo. La Procura è ora in attesa della relazione del medico legale che ha eseguito l’autopsia. La perizia servirà a stabilire se ci sia stata qualche responsabilità specifica del medico nel decesso della paziente che, al momento della visita, presentava sintomi che lui avrebbe ricondotto a una bronchite. Ma non avrebbe suggerito ai familiari di accompagnarla in ospedale per accertare il quadro clinico e fare una diagnosi completa. Una prudenza quanto mai opportuna considerato il dilagare dei contagi da coronavirus in quel periodo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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