La Nuova Sardegna

Sciopero, stop del governo ma la protesta non si ferma

di Claudio Zoccheddu
Sciopero, stop del governo ma la protesta non si ferma

Gli autotrasportatori dell’isola: «Lunedì i nostri camion non partiranno»

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SASSARI. La doccia fredda è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, su carta intestata della Commissione di garanzia per gli scioperi. Il commissario, Alessandro Bellavista, ha vietato lo sciopero nazionale annunciato per il 14 marzo da Trasportounito, una delle associazioni di categoria che riuniscono il mondo dell’autotrasporto. Per quanto le date coincidano, i camionisti sardi non hanno arretrato di un millimetro la loro posizione, anche perché quello che dovrebbe andare in scena nell’isola dal prossimo lunedì non è stato concepito come uno sciopero, avrà modalità differenti e non coinvolgerà sindacati e associazioni di categoria. Lunedì, insomma, i camionisti sardi dovrebbero tirare il freno a mano dei loro mezzi e iniziare i presidi annunciati martedì scorso. I lavoratori chiedono che gli aumenti del prezzo del gasolio vengano calmierati, che il valore del loro lavoro venga comparato con le oscillazioni dei prezzi dei carburanti e che vengano finalmente garantire le tariffe minime e i costi minimi obbligatori.

Nel frattempo, dal governo non sono ancora arrivate rassicurazioni particolari e anche l’attesissima Conferenza Stato-Regioni di ieri pomeriggio ha prodotto solo un anticipo sulla data prevista per l’incontro tra l’assessorato regionale ai Trasporti e il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, guidato da Enrico Giovannini.

Sciopero vietato. Il blocco dell’autotrasporto nazionale dovrà essere rinviato. La Commissione di garanzia per gli scioperi ha rilevato due violazioni negli annunci formalizzati dall’associazione di categoria: il mancato rispetto dei termini di preavviso e l’inosservanza dell’obbligo di predeterminazione della durata dell'astensione. In altre parole, lo sciopero è stato convocato con un preavviso insufficiente e senza una precisa determinazione temporale. La commissione ha quindi imposto a Trasportounito la revoca della richiesta o la sua riformulazione ai sensi della legge 146 del 1990. La commissione, poi, ha ricordato che, se dovesse essere aperta una procedura di valutazione, accerterà ogni violazione.

La risposta nell’isola. Per il momento i rappresentanti delle 450 aziende di autotrasporto che hanno fronte comune davanti ai rincari del prezzo del gasolio, e che da tre giorni lavorano per organizzare il fermo dei mezzi, proseguono sul loro sentiero. Ieri hanno ricevuto le autorizzazioni alla manifestazione da tutte le questure dell’isola e, dopo aver chiesto un parere legale a seguito della comunicazione della Commissione di garanzia per gli scioperi, hanno deciso di continuare sulla strada imboccata martedì scorso. A dire il vero, gli ultimi dettagli della protesta verranno messi a punto questa mattina, alle 11, quando gli autotrasportatori saranno nuovamente a Tramatza proprio per completare il piano d’azione. Andrea Melis, uno dei cinque delegati dell’assemblea ha pochissimi dubbi: «Il nostro non sarà uno sciopero – spiega –. I presidi saranno pacifici e verranno allestiti solo nei punti in cui è stato concesso dalle forze dell’ordine. Non ci sarà alcun blocco stradale e sono stati esclusi anche i rallentamenti sulla 131. Manifesteremo in pace il nostro disagio e abbiamo già ricevuto diversi attestati di solidarietà dai nostri stessi clienti». In ballo, perlomeno fino a ieri sera, c’era anche l’esito della Conferenza Stato-Regioni: «Da cui purtroppo non sono arrivate le notizie che aspettavamo – continua Melis –. Non c’è stato alcun decreto d’urgenza in grado di calmierare i rincari dei carburanti. L’unica nota positiva è l’anticipo dell’incontro tra la Regione e il ministero, inizialmente fissato per il 17 ma anticipato al 15. Volendo essere ottimisti, dovremo leggere questo anticipo come una buona notizia». La speranza, tuttavia, non è molto diffusa nel mondo dell’autotrasporto. Soprattutto in questo periodo. Eppure i camionisti stanno ricevendo la solidarietà di tanti e anche la committenza, in alcuni casi, ha iniziato rivedere al rialzo le tabelle da cui scaturivano i compensi per gli autotrasportatori. In più, al fianco dei camionisti si sono schierati gli agricoltori e gli allevatori. Oggi a Villacidro, intorno alle 11, anche il mondo delle campagne prenderà posto, in senso figurato, al fianco dei camionisti.

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