Un’app per monitorare la pesca dei ricci di mare
Il programma consente di rilevare quando avviene il prelievo e di controllare le zone più esposte
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Una nuova applicazione consente la digitalizzazione dei dati sulla raccolta dei ricci in Sardegna con il tracciamento della risorsa nelle coste sarde e delle attività di prelievo in tutta la filiera, dal pescatore al consumatore. L’applicazione è stata consegnata ieri mattina alla Regione, nella sede di Agci di Cagliari, dai rappresentanti di Agci Agrital e dell’Università del capoluogo. La consegna rappresenta la chiusura del progetto “Appesca – Riccio di mare”.
«Questo progetto apre a un approccio nuovo per la pesca sarda che crediamo potrà essere esteso ad altre attività professionali del settore in Sardegna», ha detto Gianni Ibba, direttore del settore Pesca dell’assessorato regionale dell’Agricoltura. Al momento l’applicazione viene utilizzata su base volontaria ma l’assessorato sta studiando le modalità per renderla obbligatoria. L’app consente la tracciabilità del prodotto e in futuro prevede la possibilità di avere alcune informazioni come la data in cui è stato pescato, il luogo e se ha seguito un regolare percorso di filiera. Sono stati coinvolti dieci pescatori nella fase di test, per il primo anno, e quattro per il secondo. Il programma permette di rilevare dove, come e quanto si pesca il riccio di mare in Sardegna, ma anche monitorare le zone di pesca nell’isola per conoscere quali sono quelle più esposte al prelievo. Inoltre l’applicazione consente di far sapere, in tempo reale, quante ceste sono state prelevate in tutte le zone e, non ultimo, di aumentare i livelli di sicurezza e di semplificazione per gli adempimenti dei pescatori nell’elaborazione della raccolta dati del pescato, facilitando i rapporti con gli organi di controllo. In Sardegna, a oggi, sono presenti 189 pescatori professionali autorizzati (pesca a ricci di mare e altre specie come echinodermi, anemoni, gasteropodi, crostacei, spugne e pesci in apnea), di cui circa 160 sono attualmente operativi. Durante i lavori non sono stati presentati altri dati.
«Questo progetto apre a un approccio nuovo per la pesca sarda che crediamo potrà essere esteso ad altre attività professionali del settore in Sardegna», ha detto Gianni Ibba, direttore del settore Pesca dell’assessorato regionale dell’Agricoltura. Al momento l’applicazione viene utilizzata su base volontaria ma l’assessorato sta studiando le modalità per renderla obbligatoria. L’app consente la tracciabilità del prodotto e in futuro prevede la possibilità di avere alcune informazioni come la data in cui è stato pescato, il luogo e se ha seguito un regolare percorso di filiera. Sono stati coinvolti dieci pescatori nella fase di test, per il primo anno, e quattro per il secondo. Il programma permette di rilevare dove, come e quanto si pesca il riccio di mare in Sardegna, ma anche monitorare le zone di pesca nell’isola per conoscere quali sono quelle più esposte al prelievo. Inoltre l’applicazione consente di far sapere, in tempo reale, quante ceste sono state prelevate in tutte le zone e, non ultimo, di aumentare i livelli di sicurezza e di semplificazione per gli adempimenti dei pescatori nell’elaborazione della raccolta dati del pescato, facilitando i rapporti con gli organi di controllo. In Sardegna, a oggi, sono presenti 189 pescatori professionali autorizzati (pesca a ricci di mare e altre specie come echinodermi, anemoni, gasteropodi, crostacei, spugne e pesci in apnea), di cui circa 160 sono attualmente operativi. Durante i lavori non sono stati presentati altri dati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
