La Nuova Sardegna

Cingolani: «Il prezzo dei carburanti è una truffa»

Cingolani: «Il prezzo dei carburanti è una truffa»

Intanto il Codacons presenta un esposto in tutte le procure dell’isola: «Indaghi la Finanza»

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SASSARI. Per il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, il prezzo dei carburanti è una “colossale truffa”. In un intervento durante la trasmissione “Progress” di Sky TG24 il ministro ha anche aggiunto: «Il mercato specula ed è il motivo per cui ci troviamo la benzina a 2,20 euro. Noi faremo la nostra parte e cercheremo di fare del nostro meglio, però qui siamo in presenza di una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato che è fatta alle spese delle imprese e dei cittadini». Poche ore prima anche la viceministra ai Trasporti, Teresa Bellanova, ai microfoni di Radio 1 aveva ammesso che dietro l’improvviso aumento dei prezzi dei carburanti “potrebbe esserci qualche forma di speculazione”. Ieri è anche arriva la presa di posizione del Codacons: «Anche in Sardegna la magistratura dovrà intervenire sull’escalation senza sosta dei listini dei carburanti». Il Codacons, ha deciso di presentare un esposto alle Procure della Repubblica di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e Tempio e all’Antitrust chiedendo di indagare sugli abnormi rincari dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa registrati in regione e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese della Sardegna. «In questi giorni i listini dei carburanti dei distributori sono letteralmente fuori controllo, con la benzina che in modalità “self” viaggia verso i 2,3 euro al litro e costa in media il 39,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il gasolio sale addirittura del +51,3% – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Aumenti che, come segnalato anche dal ministro Cingolani, non apparirebbero giustificati né dalle attuali quotazioni del petrolio, né da riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina, senza contare che benzina e gasolio venduti nei distributori sono stati acquistati mesi fa, a prezzi sensibilmente inferiori. Il rischio è che i rincari dei prezzi alla pompa possano essere dopati da fenomeni speculativi tesi a sfruttare la delicata situazione in Ucraina per incrementare i guadagni a danno di consumatori e imprese – prosegue Rienzi – Per questo motivo presentiamo un esposto all’Antitrust e a alle Procure della Repubblica della Sardegna, chiedendo di aprire indagini con l’ausilio della Guardia di Finanza e accertare eventuali speculazioni e illeciti sul territorio regionale, alla luce della possibile truffa aggravata, aggiotaggio e manovre speculative sulle merci».

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