La Nuova Sardegna

Missione umanitaria, dall'isola ancora in Ucraina passando dalla Romania

Umberto Aime
Missione umanitaria, dall'isola ancora in Ucraina passando dalla Romania

Domani 14 marzo viaggio verso il confine per portare 40 sfollati

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BUCAREST. La prima bandiera della seconda missione "salviamo i bambini dell'Ucraina" è rossa. Ma di un rosso gentile, non acceso e questo fa già molta meno paura. Però è soprattutto il «girotondo della gioia», con quelle piccole mani che si stringono l'una all'altra, a dare speranza. A far credere - fino all'ultimo secondo - che esista una via di fuga dai bombardamenti devastanti in Ucraina, anche se questo è molto più sud del primo: dal confine polacco a quello rumeno. Sarà il vessillo dell'associazione internazionale «I bimbi del mondo» a far da apripista all'autobus (ma alla fine potrebbero essere due) che oggi, poco dopo l'alba, proverà a strappare all'orrore della guerra un'altra quarantina di ucraini.

Sarebbe il secondo contingente portato al sicuro, a pochi giorni dai sessanta dell'altra settimana. Se, nella notte, ad aver attraversato il corridoio umanitario, tracciato intorno a Reni, ultimo paesotto di frontiera, saranno stati oltre settanta profughi, lo scenario cambierà in meglio.Con le «prenotazioni» in crescita esponenziale ora dopo ora, il ministero della Difesa ha assicurato: «A Bucarest imbarcheremo tutti su un C-130 e poi voleremo fino a Ciampino». L'aereo è stato messo in preallarme dal comando operativo dell'Aeronautica e basteranno poche ore per farlo decollare. Altrimenti l'alternativa sarà un lungo viaggio di ritorno, con oltre duemila chilometri da percorrere senza sosta da Bucarest a Livorno, poi il traghetto fino a Olbia.

«Non chiedetemi quale oggi sarà il punto d'incontro e come ci arriveremo. Non chiedetemi neanche come rientreremo a casa. Piano e cronoprogramma sono in continua evoluzione», ha confermato il console ucraino in Sardegna, Anthony Grande, ancora una volta a capo della missione umanitaria. Sostenuta, come sempre dall'Unione interparlamentare d'amicizia Italia-Ucraina, che è coordinata dal deputato Ugo Cappellacci. In questi giorni, è stato lui a ottenere la «piena e pronta disponibilità» del ministero della Difesa e l'appoggio della Farnesina. Il ponte aereo, che potrebbe essere sperimentato oggi, accorcerebbe di molto i tempi per la messa in sicurezza dei profughi. Nella prima missione, il viaggio di andata e ritorno dal confine ucraino a quello polacco era stato estenuante, zeppo di pericoli e trappole, con l'intervento del C-130 sarebbe tutto più semplice e più sicuro.

Di questo hanno parlato, in un vertice notturno, i due consoli: da una parte del tavolo Anthony Grande, dall'altra Enrico Novella, che lavora in una delle filiali dell'ambasciata italiana in Romania. Sulla mappa sono stati loro a studiare il percorso dell'autobus, a prendere contatto con chi fugge dalle bombe e dai missili a russi. Sono stati loro a scegliere come «punto di prelievo» del secondo gruppo una porzione della frontiera. La collaborazione dei rumeni è e sarà piena per la riuscita della missione. Questa Nazione trent'anni fa è stata capace di abbattere la dittatura della famigerata e spietata famiglia Ceausescu. Nel 2004, ha voltato ancor più le spalle alla Russia, entrando a fare parte, insieme ad altri sette paesi ex sovietici, della Nato, l'Alleanza atlantica. Tre anni dopo ha compiuto l'ultimo e decisivo passo: l'ingresso ufficiale nell'Unione europea. È lo stesso percorso che avrebbe voluto tentare l'Ucraina, ma sono arrivati prima i carri armati inviati da Mosca.

Finora la Romania ha allestito 39 punti di accoglienza lungo il confine con l'Ucraina: 649 chilometri. Ed è attraverso il corridoio fra Reni e Porubne-Siret che proverà a passare l'autobus della seconda missione la Sardegna per l'Ucraina. In quella zona, nella notte, la temperatura è scesa a tre gradi sotto zero, aumentando le sofferenze dei profughi.

Portare a termine l'operazione per la spedizione sarda non sarà facile: sabato notte la colonna dei profughi era già un torrente senza fine. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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