La Nuova Sardegna

LA DENUNCIA DI CNA AGROALIMENTARE 

«Prodotti che scompaiono per far rialzare i costi»

«Prodotti che scompaiono per far rialzare i costi»

SASSARI. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha aggravato le tensioni sui prezzi di tutte le materie prime e in particolare su quelle agricole. Un peggioramento che si «inserendosi in una...

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SASSARI. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha aggravato le tensioni sui prezzi di tutte le materie prime e in particolare su quelle agricole. Un peggioramento che si «inserendosi in una situazione di forte speculazione e grande incertezza già precedente all’attacco bellico e che gli operatori denunciavano da mesi». La denuncia arriva alla Cna agroalimentare Sardegna. Ma non ci sono solo le dinamiche internazionali a influire sull’andamento dei prezzi e sulla disponibilità delle merci: ce ne sono anche di meno chiare e confessabili. La Cna denuncia «una serie di speculazioni su prodotti che scompaiono improvvisamente dal mercato senza un reale motivo apparente se non quello di farne scorta per poi far rialzare i prezzi».

La situazione è pesante: «Il costo della pasta potrebbe superare il 10%, percentuale che si aggiunge all'aumento del 10% avvenuto a fine dello scorso anno. Le quotazioni del grano sono balzate del 5,7% nella sola giornata del 24 febbraio, subito dopo l'attacco della Russia all'Ucraina, raggiungendo il valore massimo da 9 anni a 9.34 dollari a bushel».

Oltre all’aumento dei prezzi dell’energia elettrica, del gas, del carburante, «le imprese del settore si trovano ad affrontare l’aumento del prezzo delle farine (fino +38% per quelle di grano tenero e a +100% per quelle di grano duro), ma anche di tutti i materiali per l’imballaggio, degli altri ingredienti impiegati, dell’energia e dei trasporti. L’energia è aumentata anche del 300%, a seguire i film plastici, cartone, vetro, imballaggi in genere per circa il 25% in più, migliaia di artigiani e piccole imprese della filiera agroalimentare rischiano la chiusura. Un rincaro "vertiginoso" del grano che rappresenta il 60% del costo di produzione della pasta, del pane e dei prodotti da forno in genere, sta facendo il resto».

In questo modo «a fare le spese della situazione sono soprattutto i piccoli produttori Alessandro Mattu, presidente Cna agroalimentare Sardegna - schiacciati tra due anelli della filiera, la grande distribuzione e consumatori finali, che devono sperare di avere poche richieste per limitare i danni: vendere sottocosto affosserebbe aziende già in netta difficoltà e con una prospettiva incerta per i prossimi mesi».

«Il consumatore finale - prosegue Mattu - ha toccato con mano il rincaro dell’energia elettrica ed è dunque consapevole che certi aumenti sono inevitabili, ma tende a vedere delle azioni di mera speculazione proprio da chi opera nel mercato locale, mentre invece i piccoli produttori sono schiacciati tra due anelli della filiera e spesso appaiono i responsabili di situazioni di cui sono vittime. Tuttavia, anche laddove questi aumenti vengono compresi dal mercato, stiamo andando ad incidere su portafogli già duramente provati su ogni fronte e all’indomani di una pandemia».

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