La Nuova Sardegna

Covid, Sassari: focolaio in Neuropsichiatria infantile

Andrea Massidda
Covid, Sassari: focolaio in Neuropsichiatria infantile

Oltre venti positivi tra i giovanissimi pazienti ricoverati alla “stecca bianca”, casi anche tra il personale sanitario

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SASSARI. La variante Omicron fa breccia nell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari. Già da venerdì scorso, infatti, sarebbero risultati positivi al test del Coronavirus tutti (nessuno escluso) i giovanissimi pazienti ricoverati nel reparto che ha sede nella cosiddetta “stecca bianca”, in viale San Pietro. E con loro anche molti sanitari tra personale medico e paramedico, tanto che si tratterebbe di un vero e proprio focolaio con oltre venti persone infettate. Il che significa, in altre parole, che quel segmento del presidio dell’Aou sassarese sarebbe di fatto diventato un reparto Covid, con la conseguente interdizione ad altri ricoveri e alle visite dei parenti.

Da quanto si è appreso, inoltre, il virus sarebbe stato introdotto dentro l’ospedale (ovviamente in maniera involontaria) da un giovanissimo paziente. E, considerata l’altissima contagiosità della variante in questione, nel giro di pochi giorni avrebbe infettato tutti i ricoverati e buona parte di medici e infermieri. Da qui la disposizione di chiudere il reparto sia a ulteriori ricoveri, sia alle visite dei familiari. Cosa particolarmente grave, vista l’età dei pazienti che occupano i posti letto. Sempre secondo fonti ben informate dell’Aou sassarese, fortunatamente nessuno dei contagiati si troverebbe in stato di salute così grave da necessitare di un trasferimento nel reparto di Terapia intensiva. Notizia che, manco a dirlo, fa tirare un enorme sospiro di sollievo ai responsabili della struttura complessa di viale San Pietro, la quale – va ricordato – per questo tipo di patologie funge da riferimento sanitario per tutto il Nord Sardegna. Un’unità operativa finalizzata alla diagnosi e alla cura delle patologie neurologiche e psichiatriche acute o di elevata difficoltà di cura: dall’epilessia all’autismo passando per la neuropsicologia clinica e le malattie rare.

Il cluster appena rilevato dimostra come l’emergenza pandemica non sia ancora da archiviare, ma anzi da tenere sotto controllo. E proprio l’incremento negli ultimi giorni dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva in Sardegna riporta il tasso di occupazione dei posti letto sopra la soglia di guardia del 10 per cento. L’isola resterà per un’altra settimana in zona gialla insiene a Calabria, Lazio e Marche. Nei fatti non cambierà nulla ma dal punto di vista psicologico è un piccolo passo indietro.

In questo contesto il governo sta studiando un ulteriore allentamento delle misure restrittive. L’ipotesi che verrà discussa la prossima settimana dal Consiglio dei ministri è lo stop dal primo maggio a qualunque tipo di green pass per l’accesso ai luoghi al chiuso, dai ristoranti ai cinema alle attività di vario tipo. Sarebbe inoltre prevista l’eliminazione del super green pass per l'accesso agli hotel, mantenendo solo il green pass base, a partire dal primo aprile. Altra ipotesi al vaglio è anche di consentire l’accesso ai mezzi pubblici solo col green pass base, mentre si prevedrebbe l’eliminazione di qualunque tipo di green pass per i luoghi all’aperto.

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