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«Scioperi diffusi, merci più costose»

«Scioperi diffusi, merci più costose»

L’allarme di Adiconsum: «Lo stop dei tir può far aumentare i listini al dettaglio»

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SASSARI. «Le proteste degli autotrasportatori della Sardegna rischiano di far aumentare ulteriormente i prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti». Lo afferma Adiconsum Sardegna, commentando la serrata decisa per oggi dai camionisti che si fermeranno in tutta l'isola, e chiedendo al Governo di intervenire per aiutare le imprese del trasporto e tutelare i consumatori. «Condividiamo le ragioni della mobilitazione, in quanto il caro carburante danneggia non solo le famiglie ma anche le imprese e gli operatori del comparto trasporti - afferma il presidente di Adiconsum Sardegna Giorgio Vargiu - Il rischio concreto, tuttavia, è che la serrata degli autotrasportatori faccia impennare i listini al dettaglio, portando a ulteriori rincari dei prezzi dei beni trasportati e riducendo le forniture presso negozi e supermercati». «Una beffa per i consumatori che si ritroverebbero a pagare due volte le conseguenze del caro benzina, e a subire ulteriori aumenti dei listini che già in Sardegna raggiungono livelli record – prosegue Vargiu –. Basti pensare che in alcune zone dell’isola i carburanti hanno raggiunto quota 2,589 euro al litro (La Maddalena), mentre sul fronte della pasta la Sardegna vanta il primato dei prezzi più alti d'Italia, col record di 4,71 euro al kg a Cagliari». «Per tale motivo chiediamo agli autotrasportatori di non realizzare proteste a oltranza che avrebbero come unica conseguenza quella di danneggiare le famiglie impoverendo ancora di più i consumatori della regione, e rivolgiamo un appello al Governo, affinché aiuti le imprese del comparto e istituisca prezzi amministrati per benzina e gasolio, almeno fino alla fine dell'emergenza», conclude il presidente di Adiconsum Sardegna. Mentre l’associazione dei consumatori chiede un blocco con limiti temporali, secondo le stime stilate sulla base dell’esito delle assemblee che si stanno svolgendo in varie regioni, oggi in tutta Italia non accenderanno il motore circa 70mila mezzi pesanti (fra bilici e autotreni). Solo grazie all’intervento in extremis di molte società della committenza, che hanno riconosciuto all’autotrasporto una parte degli extra costi in tariffa, il numero dei mezzi che non partiranno, non sarà di quattro volte maggiore. «Ciò accade indipendentemente da qualsiasi sostegno e coordinamento - ha affermato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – fornito dalla nostra Associazione a livello nazionale”. Trasportounito, per evitare ulteriori contenziosi con la Commissione scioperi, nel ribadire che ciascuna impresa sia libera di decidere se continuare a lavorare o meno».

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