La Nuova Sardegna

Camion fermi nell’isola scorte per cinque giorni

di Claudio Zoccheddu
Camion fermi nell’isola scorte per cinque giorni

Primo giorno di protesta, gli autotrasportatori si dividono in dodici presidi Allarme nei market, magazzini pieni ma i rifornimenti non sono garantiti

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SASSARI. La protesta è iniziata e sono iniziati anche i disservizi. Puntuali come un orologio svizzero, i camionisti sardi hanno incrociato le braccia alle prime luci dell’alba per protestare contro i rincari dei prezzi del carburante. E sono loro i trattori della rivolta, perché nel resto del Paese la manifestazione nazionale non ha avuto lo stesso coefficiente di adesione. Salvo qualche rarissima eccezione, nell’isola ieri le merci non si sono mosse. Blocchi a Porto Torres, Nuoro, Olbia, Cagliari, solo per citare alcuni dei 12 presidi allestiti ieri. E ovviamente, oltre alla solidarietà di tanti, sono arrivati anche i primi disagi. Il punto della situazione lo fa Michele Orlandi, direttore della rete Conad del Tirreno che comprende Lazio, Toscana e Sardegna: «Siamo preoccupati, come è normale che sia in una situazione come questa. Oggi (ieri, ndr) non siamo riusciti a rifornire i punti vendita del nord Sardegna, dove il blocco è stato più duro. Avevamo ottenuto la garanzia che qualcuno si sarebbe presentato nonostante l’agitazione. Stanotte abbiamo aspettato gli autotrasportatori ma non è arrivato nessuno. Avevamo tanta merce fresca da consegnare e siamo stati costretti a buttarla. Nel sud dell’isola è andata meglio, chi aveva preso l’impegno lo ha rispettato». A questo punto, l’attenzione si sposta sulla capacità di resistenza della grande distribuzione organizzata (Gdo), appiedata dalla protesta: «Per i prossimi quattro o cinque giorni non avremo problemi, forse anche per una settimana. Nei magazzini del nord e del sud dell’isola abbiamo l’assortimento completo, dunque a brevissima scadenza non mancherà nulla». Nonostante le rassicurazioni, l’assalto ai supermercati è già iniziato: «È chiaro che i consumatori siano preoccupati, abbiamo visto tutti quello che è accaduto nei giorni scorsi – prosegue Orlandi – ma abbiamo anche scorte dei generi di prima necessità andati a ruba. Il problema sarà trasportarli perché nonostante ci avessero assicurato che il blocco non fosse totale, nel nord della Sardegna non è stato così». Tutto dipenderà dai prossimi giorni: «Vediamo cosa accadrà durante l’incontro tra il ministero dei Trasporti e i sindacati. Io aspetto altri disservizi, perlomeno per le prossime ore. Ma se questa situazione – conclude Orlandi – andrà avanti il prezzo più alto lo pagheranno i consumatori.

Stop alle consegne. La prima giornata di fermo è stata un successo per i camionisti. Anche se in qualche caso hanno superato quanto annunciato nei giorni scorsi: «Pur essendo fortemente disorganizzati, è andata benissimo – spiega Franco Funedda, autotrasportatore di Porto Torres –. Con un preavviso così breve e con le tante difficoltà che siamo costretti a superare, abbiamo messo più di 100 mezzi in fila uno dietro l’altro. Siamo soddisfatti, è stato un bel lavoro». Ma i camionisti non si sono limitati al blocco dei mezzi: «Abbiamo fatto una passeggiata da Porto Torres a Codrongianos passando per Muros e Sassari. Abbiamo occupato una sola corsia, per limitare i disagi degli automobilisti, e siamo stati scortati dalla polizia. Non vogliamo creare problemi, anche noi viviamo in Sardegna – continua Funedda –, abbiamo parenti e amici. Non vogliamo affamare i nostri conterranei ma dobbiamo farci sentire». A proposito, dalla committenza non è arrivano niente di ufficiale: «Qualcuno si è fatto sentire, ha promesso di alzare i pagamenti ma solo a parole. Fatti, per il momento, non se ne sono visti. Sembra quasi che si stiano ricattando ma, d’altra parte, anche loro giocano le carte che hanno a disposizione». La prossima scadenza è fissata per oggi, con in ballo circa 80 milioni: «Non crediamo che al ministero possa accadere qualcosa di eclatante. Vedremo, poi decideremo cosa fare», conclude Funedda. Perché nonostante i fermi siano autorizzati per soli tre giorni, molti autotrasportatori spingono per proseguire ad oltranza.

La protesta. Il fronte più caldo è quello del nord dell’isola. Olbia e Porto Torres sono le centrali della protesta, con lo scalo turritano decisamente più movimentato. E la lunga colonna di tir che ha sfilato lungo la 131, creando qualche problema all’altezza delle gallerie del Mascari, non è stata l’unica licenza che si sono concessi gli autotrasportatori. Il fronte più caldo, ieri, è stato quello di Porto Torres. Grazie al coordinamento con i pescatori, la partenza della nave della compagnia Corsica Ferries-Sardinia Ferries diretta a Tolone ha dovuto ritardare la partenza. Prima un carosello di tir all’ingresso del porto ha ritardato gli accessi a bordo dei passeggeri, poi un piccolo peschereccio ha incrociato sulla rotta della motonave rallentandone ulteriormente la partenza. Dopo l’intervento della Guardia costiera, tutto si è concluso con un applauso, segno evidente del sostegno che, per il momento, gode la protesta dei camionisti.

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