La Nuova Sardegna

La capitale è nella morsa russa Cominciano le prime evacuazioni

Si aprono i corridoi umanitari a Mariupol, la città devastata dove si contano almeno 2500 civili morti Missili sui palazzi e su una fabbrica di aerei. Zolotov: «Non tutto sta andando come vorremmo»

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[FIRMA&LUOGO]di Cristoforo Spinella

<MC>ROMA

[TESTO]L'offensiva di Mosca non si ferma, i bombardamenti su Kiev si intensificano e dalla Bielorussia una nuova colonna di blindati ed equipaggiamenti militari muove verso l'Ucraina. Ma per la prima volta, mentre i negoziati in videoconferenza proseguono e sono stati aggiornati a oggi, le forze russe hanno aperto corridoi umanitari a Mariupol, la città portuale strategica sul mar d'Azov, alle porte del Donbass, finora stretta da un assedio senza scampo, con 2.560 civili uccisi, secondo il vicesindaco Serghei Orlov.
Con il passare dei giorni, Kiev è sempre più sotto attacco. In una notte di raid sono stati colpiti diversi obiettivi, sia civili che strategici. Nel mirino è finito un condominio di 9 piani nel distretto di Oblon, nella zona nordoccidentale, provocando almeno 2 morti e 3 feriti. Decine di residenti sono stati salvati dall'incendio seguito al bombardamento. A 10 km dalla capitale, nel sobborgo di Sviatoshyn, è stata invece colpita la fabbrica di aeromobili Antonov.
Un accerchiamento sempre più preoccupante, come testimoniato dall'annuncio delle autorità ucraine di aver accumulato generi alimentari essenziali per un minimo di due settimane per i due milioni di abitanti rimasti. Le forze russe hanno anche fatto saltare in aria delle munizioni vicino all'Unità G1 della centrale nucleare di Zaporizhzhya, la più grande d'Europa, già sotto il loro controllo.
A Mariupol sono intanto riuscite le prime evacuazioni, con oltre 160 auto private che hanno potuto lasciare la città lungo un corridoio umanitario in direzione di Zaporozhzhya. Ma nell'altro senso di marcia, i russi hanno invece bloccato un convoglio umanitario per la seconda volta in 24 ore.
Secondo l'Onu, i civili uccisi sono almeno 636, tra cui 46 bambini, mentre altri 1.125 risultano feriti. I bilanci ucraini sono ancora più drammatici, con 90 bimbi morti e oltre 100 feriti.
Dopo il raid di domenica sulla base di Yavoriv vicino al confine polacco, la Difesa russa è tornata a minacciare i combattenti volontari giunti dall'estero. «L'esercito russo conosce la localizzazione dei mercenari stranieri in Ucraina e condurrà raid chirurgici contro di loro». Sull'altro fronte, accusano da Kiev, è invece arrivato un primo gruppo di circa 400 miliziani siriani addestrati nelle regioni di confine.
Dopo 19 giorni di guerra nel granitico muro delle gerarchie militari di Mosca comincia a spuntare qualche crepa. «Voglio dire che sì, non tutto sta andando alla velocità che vorremmo. Ma stiamo procedendo verso l'obiettivo passo dopo passo, e vinceremo», ha detto il comandante della Guardia Nazionale, Viktor Zolotov, uno degli uomini più vicini a Putin.



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