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Attenzione alta con 10 morti e 3mila casi

Attenzione alta con 10 morti e 3mila casi

Il governatore Solinas proroga l’ordinanza che costringe all’isolamento in caso di positività al solo tampone antigenico

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SASSARI. Nel giorno dell’anniversario dei primi due morti per Covid in Sardegna il bollettino della Regione registra altri dieci decessi, tra i quelli quello di un 46enne, residente nel sud dell’isola. È un dato che conferma che la pandemia è tutt’altro che sconfitta e che il virus continua a circolare approfittando di un calo di attenzione e di un uso sempre meno stringente dei dispositivi di protezione. Non a caso gli esperti continuano a raccomandare prudenza e la stessa Regione sembra guardare con una punta di preoccupazione alla risalita dei contagi. Proprio ieri il governatore Christian Solinas ha firmato un’ordinanza, immediatamente esecutiva, che proroga fino al 31 di marzo le norme sulla validità dei tamponi antigenici nel certificare la positività al Sars-CoV-2. È un modo per allargare i controlli e rendere più veloce il ricorso all’autoisolamento dei soggetti positivi. Nell’ordinanza si ricorda che «un test antigenico positivo è ritenuto sufficiente e non comporta un obbligo di conferma con test molecolare per la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2, e per le conseguenti disposizioni di isolamento o quarantena». Il test deve essere però eseguito dai soggetti autorizzati (in primo luogo le farmacie) che «devono garantire l’inserimento dei dati nei sistemi informatici regionali già in uso e secondo le medesime modalità fino ad ora adottate, avendo cura di verificare preventivamente l’identità personale dei pazienti». Solo in caso di ospedalizzazione la positività «deve essere confermata a mezzo di apposito test molecolare».

Al fine di garantire il monitoraggio della diffusione delle varianti attualmente circolanti attraverso il sequenziamento dei campioni positivi il Governatore dispone che i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica «devono garantire la conferma con test molecolare, entro 24h, di una quota dei casi positivi al test antigenico». I laboratori di rifermento regionale hanno l’obbligo di comunicare ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica la percentuale settimanale di tamponi molecolari «al fine di rendere significativo sotto il profilo epidemiologico e geografico il campione esaminato e garantire il sequenziamento genomico».

Insomma la Regione corre ai ripari e richiama tutti a quel senso di responsabilità che già in passato a dimostrato di essere un’arma efficace contro un nemico che non ne vuole sapere di arrendersi.

La conferma sono i dieci morti di ieri ma anche il numeri dei contagi e dei ricoveri. I nuovi casi nelle ultime 24 ore sono 3.050 (di cui 2.739 diagnosticati da antigenico). Sono stati processati in totale 16.329 tamponi, con un tasso di positività che torna a calare dal 30% dell’altro ieri al 18,4%. I pazienti nei reparti di terapia intensiva sono 18, lo stesso numero del giorno prima, mentre quelli ricoverati in area medica salgono di 5 arrivando a 328. Quasi 900 in più anche i casi di isolamento domiciliare (25.315). I 10 decessi sono così suddivisi: tre donne di 79, 82 e 91 anni, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; due donne di 87 e 91 anni e un uomo di 46, residenti nella provincia del Sud Sardegna; una donna 89 anni e un uomo di 70, residenti nella provincia di Sassari e altre due persone nel Nuorese. (a.l.)



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