Ancora missili russi sui civili
A Mariupol un’altra strage: uccisi in dieci mentre erano in fila per il pane. E adesso a tremare è Odessa
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[FIRMA&LUOGO]di Cristoforo Spinella
<MC>ROMA
[TESTO]Continua la pioggia di missili russi sull’Ucraina. I raid hanno preso di mira obiettivi civili da nord a sud, uccidendo 10 persone in coda per comprare il pane a Chernihiv, vicino al confine bielorusso, e intensificando i bombardamenti sulle città meridionali, da Mariupol, dove è stato distrutto un teatro-rifugio per centinaia di civili, a Odessa, lungo la fascia che collega le zone controllate da Mosca in Donbass e Crimea.
Nuove bombe anche su Kiev. Il bilancio di vittime civili è sempre più drammatico: per l'Onu sono 726, 52 bambini. Per le autorità locali i minori uccisi sono il doppio. La resistenza ucraina cerca di rispondere colpo su colpo e annuncia la liberazione del sindaco-simbolo di Melitopol, Ivan Fedorov, sequestrato venerdì. Il fronte di Mariupol resta al centro dell'offensiva russa, che continua a colpire indiscriminatamente.
Le autorità ucraine hanno denunciato un attacco sferrato contro i civili in fuga con diversi morti. Qui 350 mila residenti sono intrappolati senza acqua corrente, cibo e medicine. Sono state lanciate bombe anche su una piscina.
Dagli ospedali cittadini rimbalzano immagini drammatiche di feriti con i corpi dilaniati e insanguinati e cadaveri accatastati, ma Mosca nega questo raid e quello a Chernihiv, accusando gli ultranazionalisti ucraini del Battaglione Azov.
Nel mirino dei bombardamenti sono finite anche le torri della radio e delle telecomunicazioni. Gli incursori nemici continuano a tenere in ostaggio oltre 500 persone nell'ospedale regionale di terapia intensiva, usandoli «come scudo». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo paragona al sequestro del nosocomio di Budennovsk durante la guerra in Cecenia. Il presidente Usa Joe Biden definisce per la prima volta Vladimir Putin «un criminale di guerra».
L’accerchiamento di Mariupol si compie anche dal mare. I primi missili sarebbero stati lanciati da una nave vicino a Bilosaraiska Kosa, nella costa sudoccidentale. I timori di un attacco anfibio attanagliano anche Odessa, la preda forse più ambita dell'offensiva di Putin.
Con il favore della notte, le navi da guerra nel mar Nero hanno iniziato a bombardare le coste vicino alla città, la terza più grande dell'Ucraina e principale porto del Paese, a poche decine di chilometri dal confine moldavo, mettendo nel mirino postazioni delle forze armate e infrastrutture militari a sud della città, nella zona di Belgorod-Dnestrovsky.
Gli attacchi proseguono anche nel resto dell'Ucraina. A Chernihiv sono stati ritrovati sotto le macerie altri cinque corpi, tre erano bambini. Mentre a Kharkiv, secondo centro del Paese vicino al confine russo, dove le vittime sono almeno 500. Ma la resistenza ucraina non si piega. A Kherson riferiscono di intensi bombardamenti per tutta la notte contro l'aeroporto, dove si trovavano elicotteri russi, in un apparente conferma della controffensiva evocata da Kiev. Sul terreno, intanto, è morto un altro generale russo, Oleg Mityaev: in tre settimane è il quarto. E a Melitopol, anch'essa in mano russa, gli ucraini hanno annunciato di aver liberato con un blitz il sindaco Ivan Fedorov, diventato un simbolo della lotta contro l'occupazione dopo il sequestro per essersi rifiutato di ammainare la bandiera.
<MC>ROMA
[TESTO]Continua la pioggia di missili russi sull’Ucraina. I raid hanno preso di mira obiettivi civili da nord a sud, uccidendo 10 persone in coda per comprare il pane a Chernihiv, vicino al confine bielorusso, e intensificando i bombardamenti sulle città meridionali, da Mariupol, dove è stato distrutto un teatro-rifugio per centinaia di civili, a Odessa, lungo la fascia che collega le zone controllate da Mosca in Donbass e Crimea.
Nuove bombe anche su Kiev. Il bilancio di vittime civili è sempre più drammatico: per l'Onu sono 726, 52 bambini. Per le autorità locali i minori uccisi sono il doppio. La resistenza ucraina cerca di rispondere colpo su colpo e annuncia la liberazione del sindaco-simbolo di Melitopol, Ivan Fedorov, sequestrato venerdì. Il fronte di Mariupol resta al centro dell'offensiva russa, che continua a colpire indiscriminatamente.
Le autorità ucraine hanno denunciato un attacco sferrato contro i civili in fuga con diversi morti. Qui 350 mila residenti sono intrappolati senza acqua corrente, cibo e medicine. Sono state lanciate bombe anche su una piscina.
Dagli ospedali cittadini rimbalzano immagini drammatiche di feriti con i corpi dilaniati e insanguinati e cadaveri accatastati, ma Mosca nega questo raid e quello a Chernihiv, accusando gli ultranazionalisti ucraini del Battaglione Azov.
Nel mirino dei bombardamenti sono finite anche le torri della radio e delle telecomunicazioni. Gli incursori nemici continuano a tenere in ostaggio oltre 500 persone nell'ospedale regionale di terapia intensiva, usandoli «come scudo». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo paragona al sequestro del nosocomio di Budennovsk durante la guerra in Cecenia. Il presidente Usa Joe Biden definisce per la prima volta Vladimir Putin «un criminale di guerra».
L’accerchiamento di Mariupol si compie anche dal mare. I primi missili sarebbero stati lanciati da una nave vicino a Bilosaraiska Kosa, nella costa sudoccidentale. I timori di un attacco anfibio attanagliano anche Odessa, la preda forse più ambita dell'offensiva di Putin.
Con il favore della notte, le navi da guerra nel mar Nero hanno iniziato a bombardare le coste vicino alla città, la terza più grande dell'Ucraina e principale porto del Paese, a poche decine di chilometri dal confine moldavo, mettendo nel mirino postazioni delle forze armate e infrastrutture militari a sud della città, nella zona di Belgorod-Dnestrovsky.
Gli attacchi proseguono anche nel resto dell'Ucraina. A Chernihiv sono stati ritrovati sotto le macerie altri cinque corpi, tre erano bambini. Mentre a Kharkiv, secondo centro del Paese vicino al confine russo, dove le vittime sono almeno 500. Ma la resistenza ucraina non si piega. A Kherson riferiscono di intensi bombardamenti per tutta la notte contro l'aeroporto, dove si trovavano elicotteri russi, in un apparente conferma della controffensiva evocata da Kiev. Sul terreno, intanto, è morto un altro generale russo, Oleg Mityaev: in tre settimane è il quarto. E a Melitopol, anch'essa in mano russa, gli ucraini hanno annunciato di aver liberato con un blitz il sindaco Ivan Fedorov, diventato un simbolo della lotta contro l'occupazione dopo il sequestro per essersi rifiutato di ammainare la bandiera.
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