La Nuova Sardegna

L’identità dei migranti sardi grande risorsa economica

di Luciano Piras
L’identità dei migranti sardi grande risorsa economica

“Dalle radici a un nuovo futuro”: presentazione all’Università di Sassari

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SASSARI. «L’emigrazione è una grande risorsa economica». Bastano alcuni numeri per inquadrarne la portata: «C’è una parte davvero importante della Sardegna che non risiede più in Sardegna: sono 500.000 le persone che ruotano attorno al mondo della Fasi, la nostra Federazione fatta di 30.000 iscritti, 70 circoli in 10 Regioni e 45 province del territorio continentale». Bastianino Mossa, da dicembre scorso nuovo presidente della Fasi, la Federazione delle associazioni sarde in Italia, ha una visione chiarissima del mondo dell’emigrazione.

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«La verità è semplice, quasi banale, e drammatica: c’è un gigantesco patrimonio di intelligenze che la Sardegna non è riuscita a trattenere – sottolinea –. Nel passato perché, come tante altre regioni italiane, l’emigrazione era l’unica alternativa alla fame». Oggi, tuttavia, lo scenario è cambiato, le valigie legate con lo spago sono acqua passata, anche le rotte da e per l’isola raccontano ben altro. Lui, Mossa, veterinario di Bultei di casa ormai da anni a Piacenza, dove vive e lavora, ne parlerà domani mattina a Sassari, nell’aula magna dell’Università (ore 11, ingresso ad invito) in occasione della presentazione del progetto “Fasi e Gruppo Sae insieme. Dalle radici a un nuovo futuro. Identità e migrazione sarda” (l’evento verrà trasmesso in diretta streaming sul sito internet della Nuova Sardegna). Con il presidente della Fasi Bastianino Mossa, interverranno il presidente e amministratore delegato del Gruppo Sae - Sapere aude editori - Alberto Leonardis, e il direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa. Saranno loro a illustrare i dettagli di un progetto editoriale storico che stringe e rafforza il legame tra i sardi di dentro e i sardi di fuori.

«Siamo degli straordinari ambasciatori» dice Mossa degli emigrati di oggi. Una risorsa economica, dunque. «Ambasciatori delle eccellenze agroalimentari sarde, consumatori e promotori del “Made in Sardegna”, in stretta collaborazione con i consorzi di tutela, cooperative, aziende private grandi e piccole e associazione di categoria. Accorciamo la filiera dal produttore al consumatore, malgrado il gap infrastrutturale dovuto all’assenza di una “giusta” continuità territoriale». «Per ogni euro di contributi che la Regione Sardegna eroga ai circoli degli emigrati sardi in Italia – spiega ancora il presidente Mossa –, il rientro in turismo, investimenti su prodotti alimentari e agricoli si moltiplica per 27 volte. Siamo, nella vendita dei biglietti nei nostri circoli, la più grande agenzia marittima d’Italia, con oltre 5 milioni di biglietti venduti ogni anno. Il nostro progetto “Sarda Tellus”, nato come progetto regionale in collaborazione con l’assessorato al Lavoro e la presidenza della Regione, è diventato una grande piattaforma al servizio di tutti i nostri soci, che hanno così la possibilità di avere in tavola il cibo sardo più buono e garantito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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