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Carlo Renoldi alla guida del Dap

Carlo Renoldi alla guida del Dap

Magistrato sardo a capo dell’amministrazione penitenziaria: c’è l’ok del Governo

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CAGLIARI . Il magistrato cagliaritano Carlo Renoldi è stato nominato dal Consifglio dei ministri capo del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Dopo i dubbi suscitati in alcuni settori della maggioranza che sostiene il governo, la scelta della ministra della Giustizia Marta Cartabia, condivisa con Palazzo Chigi, è passata all’unanimità.

Che si andasse ormai verso la nomina lo si era capito una decina di giorni fa quando il plenum del Consiglio superiore della magistratura, non senza divisioni, aveva dato parere favorevole al collocamento fuori ruolo del magistrato, atto preliminare all'assunzione del nuovo incarico su cui si sarebbe poi dovuto esprimere il Consiglio dei ministri.

Quello del Csm era stato per un via libera a maggioranza, con un voto contrario e tre astensioni.

Contro ha votato il laico della Lega Stefano Cavanna, ritenendo Renoldi una figura “divisiva”, mentre si sono astenuti il laico del M5S Fulvio Gigliotti e i togati Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita.

La nomina di Renoldi, che è passata ieri attraverso il sì definitivo del Consiglio dei ministri, aveva suscitato polemiche all’interno della maggioranza per le posizioni assunte dal magistrato sul carcere duro per i mafiosi e sull'ergastolo ostativo.

Al punto da spingerlo a inviare nei giorni scorsi una lettera di chiarimento alla ministra Cartabia. A pesare sono soprattutto le parole pronunciate da Renoldi due anni fa a un convegno sul carcere duro per i mafiosi, sull'ergastolo ostativo e sulla «antimafia militante». Frasi estrapolate dal loro contesto e fraintese, secondo quanto sostiene il giudice nella lettera inviata alla ministra Cartabia dopo le prime polemiche, per chiarire di non aver mai «sottovalutato la gravità del dramma della mafia» e «messo in dubbio la necessità del 41bis». Al Csm le perplessità non sono state fugate tanto che al momento del voto c’è stata una divisione.

Renoldi ha cominciato la sua carriera nel Tribunale di Cagliari e, prima del collocamento fuori ruolo da parte del Csm, era consigliere di Cassazione nella prima sezione penale. È un profondo conoscitore dei problemi del sistema penitenziario (è stato, tra l’altro, giudice di sorveglianza) e dei suoi bisogni.

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