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«Continuando così si erodono le scorte»

«Continuando così si erodono le scorte»

Da un lato il sostegno alla protesta degli autotrasportatori, dall'altra la preoccupazione perché le merci non arrivano nei depositi e nei punti vendita dove si sta andando a erodere le scorte....

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Da un lato il sostegno alla protesta degli autotrasportatori, dall'altra la preoccupazione perché le merci non arrivano nei depositi e nei punti vendita dove si sta andando a erodere le scorte. Mediamente nei magazzini della grande e media distribuzione lo stock di merci è sufficiente per un periodo che va da una settimana a 15 giorni». E le merci fresche cominciano a scarseggiare. «Abbiamo due camion di pollame e uno di salumi e latticini fermi in porto, saranno da buttare. E la frutta che proviene dalla Penisola e dall'estero non sta arrivando – spiega Michele Orlandi, direttore della rete Conad del Tirreno (Lazio, Toscana e Sardegna) –. Ora poi i fornitori evitano di inviare le merci perché ci sono i blocchi, mentre non abbiamo problemi con i nostri partner locali. Noi stiamo consegnando quello che abbiamo in scorta, ma così si sta mettendo in ginocchio l’intera Sardegna con danni incalcolabili». «La situazione si sta aggravando, già da qualche giorno i fornitori nazionali hanno sospeso le consegne e sempre più spesso anche dalla produzione locale non riusciamo a fare arrivare le merci – conferma Giangiacomo Ibba della Abbia Group (Despar, Crai, Centro Cash) – Mediamente abbiamo scorte per 15 giorni, se questa cosa persiste inizieranno a mancarci prodotti». Per Michel Elias (foto), ad del gruppo Isa, «si creano difficoltà alle piccole e medie aziende e ai consumatori, il rischio non è forse desertificare ancora di più il tessuto economico della nostra Isola?».

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